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Non si arresta la corsa dei prezzi dei carburanti in Italia. Secondo gli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il costo medio della benzina e del gasolio ha registrato nuovi aumenti sia sulla rete stradale sia su quella autostradale.

Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità self service è arrivato a 2,077 euro al litro per la benzina, rispetto ai 2,067 euro del giorno precedente.

Per il gasolio, invece, il prezzo medio si attesta a 2,184 euro al litro, contro i 2,177 euro rilevati in precedenza.

Si tratta quindi di un aumento di circa un centesimo al litro per la benzina e di circa sette centesimi per il gasolio rispetto alla giornata di mercoledì 9.

Prezzi ancora più alti in autostrada

La situazione è ancora più pesante sulla rete autostradale, dove i prezzi medi risultano superiori rispetto alla rete ordinaria.

In modalità self service, la benzina viene venduta mediamente a 2,163 euro al litro, contro i 2,152 euro della precedente rilevazione.

Il gasolio raggiunge invece quota 2,258 euro al litro, rispetto ai 2,248 euro precedenti.

Per gli automobilisti si tratta di un ulteriore aggravio dei costi di spostamento, in un periodo nel quale il prezzo dei carburanti continua a rappresentare una voce significativa per famiglie, lavoratori e imprese.

Il gas supera gli 81 euro al MWh

A pesare sul quadro energetico è anche il nuovo rialzo del gas naturale.

Sulla piazza Ttf di Amsterdam, il riferimento europeo per il gas, i future con consegna nel mese di ottobre hanno superato la soglia degli 81 euro al MWh, raggiungendo 81,23 euro al MWh, con un incremento del 2,5%.

I prezzi si confermano così sui livelli più elevati dal dicembre 2022.

Le tensioni internazionali spingono i prezzi

Tra i fattori che stanno contribuendo alla pressione sui mercati energetici vengono indicate anche le tensioni internazionali, comprese le minacce reciproche tra Stati Uniti e Iran.

Sul mercato del gas si aggiunge inoltre la situazione delle forniture internazionali di Gnl, dopo lo stop delle consegne dal Qatar.

Dall’Australia arriva un ulteriore elemento di attenzione: il governo di Canberra intende aumentare dal 15% al 20% la quota di Gnl destinata all’esportazione che dovrà essere trattenuta per alimentare le riserve nazionali, a partire dalle consegne del 1° gennaio 2028.

Il nuovo scenario energetico internazionale torna quindi a riflettersi direttamente sui prezzi pagati dai consumatori, con carburanti e gas sotto pressione e il rischio di ulteriori ripercussioni sui costi di trasporto e sull’economia.