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Barilla rafforza la propria presenza sul mercato statunitense e punta sul segmento dei maccheroni al formaggio, uno dei piatti più popolari della tradizione gastronomica americana. Il gruppo italiano ha acquisito Goodles, giovane marchio nato negli Stati Uniti con l’obiettivo di reinterpretare il celebre mac and cheese in una versione più nutriente e premium.

L’accordo, anticipato dal Wall Street Journal, è stato confermato dalla stessa Barilla e rappresenta un nuovo passo nella strategia di crescita internazionale del gruppo di Parma.

Goodles resterà autonoma

L’operazione è stata strutturata per sostenere l’espansione di Goodles senza modificarne l’identità e la cultura aziendale. Il marchio continuerà infatti a operare dalla propria sede di Santa Cruz, in California, mentre gli attuali 73 dipendenti resteranno in azienda.

Anche la leadership rimarrà invariata. La cofondatrice e amministratrice delegata Jen Zeszut continuerà a guidare il team, mantenendo quindi la direzione attuale del brand.

Secondo Barilla, la scelta di preservare l’autonomia consentirà a Goodles di mantenere la propria capacità innovativa e la cultura sviluppata negli ultimi anni, beneficiando allo stesso tempo delle risorse e della dimensione internazionale del gruppo italiano.

Guido Barilla: “Seguivamo Goodles da tempo”

L’interesse di Barilla nei confronti della società americana non sarebbe nato con l’accordo. Il presidente del gruppo, Guido Barilla, ha spiegato che l’azienda seguiva Goodles da tempo e di essere rimasto colpito dalla forza del marchio, dalla qualità dei suoi prodotti e dalla rapidità con cui è riuscito a crescere sul mercato.

Per il gruppo di Parma, l’acquisizione viene considerata un’opportunità importante per il futuro e per consolidare ulteriormente la presenza negli Stati Uniti.

Goodles si distingue infatti per una proposta che punta a rendere il tradizionale maccherone al formaggio più vicino alle esigenze di un consumatore attento alla qualità e al profilo nutrizionale, mantenendo però il carattere riconoscibile di uno dei piatti simbolo della cucina americana.

L’operazione conferma così l’interesse di Barilla per il mercato statunitense e per quei segmenti dell’alimentare capaci di unire innovazione, qualità e nuove abitudini di consumo.