Social e minori: il caso che riapre il dibattito sull’impatto della rete
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“Se togli social e dispositivi rischi di isolare tuo figlio, ma se non intervieni non sempre riesci a proteggerlo dai pericoli che la rete può nascondere”. È una riflessione che arriva da chi ha vissuto una vicenda familiare segnata da un dolore profondo e che oggi riapre il dibattito sull’impatto dei social network sui più giovani.

La storia riguarda Rossella, una ragazza di 12 anni di Asti, morta nel febbraio 2024 nella propria abitazione. Secondo quanto raccontato dai genitori, la minore sarebbe rimasta intrappolata in un percorso di fragilità alimentato anche dai contenuti incontrati online, tra video, post e suggerimenti degli algoritmi che avrebbero contribuito ad amplificare il disagio psicologico.

Per questa ragione, i familiari, insieme ad altre famiglie, hanno deciso di avviare un’azione legale nei confronti delle piattaforme Meta e TikTok, sollevando il tema della tutela dei minori nell’ambiente digitale e della responsabilità degli strumenti algoritmici.

La madre della ragazza ha raccontato come, nei giorni precedenti alla tragedia, la figlia avesse partecipato a una sorta di “gioco delle insicurezze”, in cui avrebbe indicato alcuni aspetti di sé che non le piacevano, tra cui il proprio sorriso e la propria risata. Una percezione di sé che, secondo il racconto familiare, si sarebbe progressivamente distorta rispetto a come la vedevano amici e compagni di scuola, che la ricordano come una bambina solare e sorridente.

La vicenda riporta al centro il tema della fragilità adolescenziale nell’era digitale e della necessità di un equilibrio tra protezione, educazione all’uso dei social e consapevolezza dei rischi online.