calcetto
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Visto giocare a calcetto mentre era assente dal lavoro per malattia, un dipendente di un’azienda metalmeccanica della provincia di Bergamo era stato licenziato per giusta causa. Il Tribunale, però, ha ritenuto illegittimo il licenziamento, riconoscendo al lavoratore un risarcimento di 72mila euro.

La vicenda, riportata dal Corriere della Sera, riguarda un uomo di 50 anni, affetto da sclerosi multipla, che si trovava in malattia quando era stato visto impegnato in una partita di calcetto.

Per l’azienda, quel comportamento sarebbe stato incompatibile con lo stato di malattia e avrebbe giustificato il licenziamento. Il lavoratore ha però contestato il provvedimento rivolgendosi al giudice.

Fare sport durante la malattia non significa automaticamente violare gli obblighi del lavoratore

Il punto centrale della decisione riguarda proprio il rapporto tra attività sportiva e assenza per malattia.

La sentenza, secondo quanto riportato, ha chiarito che il semplice fatto di svolgere attività fisica durante un periodo di malattia non costituisce automaticamente una violazione degli obblighi del dipendente.

Occorre invece verificare concretamente se l’attività svolta sia incompatibile con la patologia diagnosticata oppure se possa pregiudicare o rallentare il processo di guarigione.

In altre parole, non è sufficiente dimostrare che il lavoratore abbia praticato sport mentre era assente dal lavoro: bisogna accertare quale fosse la sua condizione di salute e se quella specifica attività fosse effettivamente incompatibile con la malattia o idonea a comprometterne la guarigione.

Il risarcimento

Il Tribunale ha quindi riconosciuto le ragioni del lavoratore, disponendo un risarcimento pari a 12 mensilità, ciascuna del valore di circa 6mila euro lordi.

Il totale ammonta a 72mila euro lordi.

La vicenda mostra quindi quanto sia importante, nei casi di assenza per malattia, valutare la situazione sulla base delle circostanze concrete, senza considerare automaticamente qualsiasi attività svolta dal dipendente come incompatibile con il proprio stato di salute.

La pratica di uno sport durante la malattia può assumere significati diversi a seconda della patologia, delle condizioni del lavoratore e delle indicazioni mediche. Sarà dunque la concreta relazione tra attività svolta e stato di salute a poter determinare, caso per caso, eventuali conseguenze sul rapporto di lavoro.