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Il governo guidato da Giorgia Meloni raggiunge un nuovo primato: l’esecutivo in carica dal 22 ottobre 2022 è diventato il più longevo della storia della Repubblica italiana.

La presidente del Consiglio ha scelto Bari per celebrare il traguardo, intervenendo sul palco allestito al porto del capoluogo pugliese con lo slogan “Il governo più stabile, l’Italia più forte”. Ad accoglierla è stata un’ovazione da parte della folla presente alla manifestazione.

Nel suo intervento, Meloni ha sottolineato il valore politico della stabilità dell’esecutivo, definendola la “prima grande riforma del nostro Paese”.

Meloni: “Non è un record da esibire”

La premier ha precisato che la maggiore durata di un governo non rappresenta automaticamente una garanzia di maggiore capacità.

“Il governo più stabile non è per forza quello più capace”, ha affermato Meloni, sottolineando però che un esecutivo che rimane in carica più a lungo ha “più tempo” per essere giudicato dagli elettori.

La presidente del Consiglio ha quindi richiamato i 1.413 giorni di governo e la presenza del pubblico alla manifestazione, indicandoli, insieme al consenso che sostiene ancora l’esecutivo, come elementi di cui andare fieri.

Secondo Meloni, il punto centrale non sarebbe quindi soltanto la durata del governo, ma il fatto di poter proseguire nell’attuazione del programma politico e affrontare le questioni ancora aperte.

“La stabilità è stata uno scudo”

Nel corso del discorso, la presidente del Consiglio ha collegato la stabilità dell’esecutivo anche alla situazione economica del Paese.

“La stabilità per l’Italia non è stata un vezzo, è stata uno scudo”, ha dichiarato Meloni, sostenendo che la continuità politica avrebbe contribuito a proteggere il Paese e i risparmi degli italiani nei momenti di maggiore difficoltà finanziaria.

La premier ha poi affrontato il tema dei salari, riconoscendo che gli stipendi in Italia sono ancora troppo bassi e assicurando l’intenzione del governo di continuare a intervenire sul tema.

“Vogliamo essere il governo di chi lavora e si impegna”, ha affermato, rivendicando una linea politica orientata al lavoro e alla crescita.

La maggioranza sul palco

Prima dell’intervento di Meloni sono saliti sul palco diversi esponenti della maggioranza di governo. Tra loro il vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario europeo per la politica regionale e di coesione Raffaele Fitto, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini e l’altro vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani.

Meloni ha rivendicato anche la compattezza della coalizione, spiegando che l’obiettivo della maggioranza non sarebbe soltanto quello di sconfiggere gli avversari politici, ma di governare sulla base di un insieme di idee e di obiettivi condivisi.

“Indicare la rotta”

Nel passaggio dedicato al ruolo dell’Italia nello scenario internazionale, la presidente del Consiglio ha sostenuto che la stabilità politica consenta al Paese di avere maggiore autorevolezza.

“Oggi la nostra nazione viene presa molto sul serio”, ha affermato Meloni, sostenendo che questo permetta all’Italia di poter “dire di no” e di “indicare la rotta” anziché limitarsi a seguirla.

Il governo, ha concluso la premier, punta a lasciare queste conquiste anche a chi sarà chiamato a guidare il Paese dopo le prossime elezioni.