Un attacco informatico avrebbe colpito i sistemi di refrigerazione di diversi supermercati in Sicilia, provocando il surriscaldamento dei banchi frigoriferi e il deterioramento di ingenti quantità di prodotti alimentari. A Catania almeno tre punti vendita sarebbero stati interessati dal fenomeno. Le temperature sarebbero arrivate fino a 50 gradi, rendendo la merce inutilizzabile e imponendone lo smaltimento come rifiuto speciale. Indaga la Polizia Postale.
Frigoriferi manomessi dagli hacker: temperature alle stelle
Un attacco informatico ai sistemi di refrigerazione ha interessato alcuni supermercati in Sicilia, con conseguenze pesanti sulla conservazione degli alimenti.
Tra i punti vendita coinvolti ci sarebbero almeno tre supermercati a Catania, dove i sistemi di controllo dei banchi frigoriferi sarebbero stati compromessi, causando un improvviso innalzamento delle temperature.
Il fenomeno ha provocato il deterioramento di numerosi prodotti freschi e surgelati, che non possono più essere commercializzati e dovranno essere smaltiti.
La situazione è stata mostrata anche durante un servizio di Mattino Cinque, con l’inviata Agnese Virgillito che ha documentato le condizioni di uno dei supermercati colpiti e la merce ormai deteriorata.
Temperature fino a 50 gradi: ingenti danni economici
L’aspetto più preoccupante riguarda le temperature raggiunte dagli impianti, che in alcuni casi sarebbero arrivate fino a 50 °C.
Un’anomalia che ha compromesso la catena del freddo, rendendo inutilizzabili grandi quantità di alimenti che necessitano di una conservazione a temperatura controllata.
I prodotti deteriorati dovranno essere ritirati dagli scaffali e gestiti secondo le procedure previste per lo smaltimento dei rifiuti alimentari.
Secondo le informazioni diffuse da ANSA, gli episodi hanno interessato anche altri punti vendita in Sicilia, tra le province di Catania, Palermo e Ragusa. Il fenomeno sarebbe più esteso di quanto inizialmente ipotizzato.
Come sarebbe avvenuto l’attacco informatico
Secondo le prime ricostruzioni, i responsabili avrebbero avuto accesso ai sistemi di telegestione e monitoraggio degli impianti di refrigerazione, riuscendo a modificare da remoto i parametri di funzionamento.
In questo modo sarebbe stato possibile alterare le temperature dei banchi frigoriferi senza intervenire fisicamente all’interno dei supermercati.
Il caso ha sollevato interrogativi sulla sicurezza informatica dei sistemi industriali collegati alla rete e sulla protezione delle infrastrutture utilizzate per la conservazione degli alimenti.
Indaga la Polizia Postale
Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti della Polizia Postale, impegnata a ricostruire la provenienza delle intrusioni informatiche e a individuare eventuali responsabili.
Sono state inoltre coinvolte l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e le strutture competenti per approfondire la portata delle violazioni.
Gli investigatori stanno verificando anche eventuali collegamenti con episodi analoghi registrati in altri Paesi europei, dove diversi supermercati sono stati colpiti da attacchi ai sistemi di refrigerazione.
Non si tratta quindi soltanto di un danno economico per le attività commerciali: la vicenda evidenzia anche quanto la sicurezza informatica sia ormai strettamente legata alla tutela della filiera alimentare e alla sicurezza dei consumatori.
Le indagini dovranno chiarire le responsabilità e accertare l’effettiva estensione degli attacchi.