CReI, SIMFER e SISMED chiedono di ampliare le tutele e superare le disuguaglianze territoriali. Al centro dell’appello, la soglia di gravità clinica prevista per accedere all’esenzione ticket e la necessità di percorsi assistenziali multidisciplinari.
ROMA, 9 OTTOBRE 2026 – Il riconoscimento della fibromialgia nell’ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un passaggio importante per le persone che convivono con questa patologia cronica. Restano tuttavia aperte alcune criticità legate ai criteri di accesso alle esenzioni e all’organizzazione dei percorsi di cura.
A richiamare l’attenzione delle istituzioni sono il Collegio Reumatologi Italiani (CReI), la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e la Società Italiana Scienze Mediche (SISMED), che chiedono un sistema di assistenza più equo, integrato e accessibile su tutto il territorio nazionale.
Secondo le società scientifiche, l’attuale criterio basato sul punteggio FIQR, il questionario utilizzato per valutare l’impatto della fibromialgia sulla vita dei pazienti, rischia di escludere una parte consistente delle persone affette dalla possibilità di beneficiare dell’esenzione dal ticket.
ESENZIONE TICKET, IL NODO DELLA SOGLIA DI GRAVITÀ
Il punto centrale dell’appello riguarda la soglia di gravità clinica indicata per accedere all’esenzione, fissata a un punteggio FIQR superiore a 82. Secondo quanto riportato dalle società scientifiche, questo criterio rischierebbe di lasciare fuori oltre l’80% dei pazienti, poiché le forme di gravità estrema riguarderebbero soltanto una minoranza delle persone con fibromialgia.
Le organizzazioni sottolineano che anche le forme moderate e intermedie possono comportare dolore persistente, importanti limitazioni funzionali, difficoltà nella vita quotidiana e ripercussioni sull’attività lavorativa.
A queste problematiche si aggiungono i costi sostenuti per visite, trattamenti e assistenza, oltre alle difficoltà legate ai ritardi diagnostici e alla frammentazione dei servizi. Una situazione che, secondo le società scientifiche, può costringere i pazienti a rivolgersi a numerosi specialisti senza poter contare su un percorso di cura coordinato.
UNA MALATTIA CHE RICHIEDE UN APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE
La fibromialgia richiede una gestione che non si limiti al controllo del dolore, ma che tenga conto anche delle ripercussioni sulla funzionalità, sul benessere psicologico e sulla partecipazione alla vita sociale e lavorativa.
Per questo CReI, SIMFER e SISMED insistono sulla necessità di integrare competenze reumatologiche, riabilitative e psicologiche, promuovendo una presa in carico tempestiva e continuativa.
Il presidente del CReI accoglie con favore il riconoscimento della patologia nei LEA, definendolo un risultato atteso da anni, ma richiama l’attenzione sul rischio che criteri troppo restrittivi lascino ai margini la maggior parte delle persone interessate. L’obiettivo, sottolinea, deve essere una presa in carico precoce e multidisciplinare, accompagnata dal sostegno psicologico e dal progresso della ricerca clinica.
Anche la SIMFER evidenzia il ruolo fondamentale della medicina fisica e riabilitativa, con percorsi strutturati orientati alla gestione del dolore cronico, al recupero della funzionalità e al miglioramento della qualità della vita.
La SISMED, dal canto suo, richiama l’importanza di integrare le competenze specialistiche con la formazione continua e gli strumenti digitali, favorendo la collaborazione tra professionisti sanitari e psicologi e rafforzando la rete assistenziale.
LE PROPOSTE: PERCORSI UNIFORMI E AMBULATORI DEDICATI
Per rispondere alle criticità segnalate, le tre società scientifiche propongono un insieme di interventi rivolti alle istituzioni e al sistema sanitario.
Tra le priorità figura l’adozione di Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) uniformi in tutte le Regioni, con l’attivazione di ambulatori dedicati e multidisciplinari, nei quali sia previsto anche il coinvolgimento stabile dello psicologo.
Le società chiedono inoltre una maggiore integrazione tra assistenza specialistica, riabilitazione e supporto psicologico, valorizzando la formazione dei professionisti e gli strumenti digitali utili alla gestione dei pazienti sul territorio.
Un altro asse strategico riguarda la ricerca scientifica. L’obiettivo è promuovere nuovi studi clinici e traslazionali per approfondire i meccanismi della malattia, individuare eventuali biomarcatori e migliorare l’efficacia dei trattamenti personalizzati.
Particolare attenzione viene riservata anche alla formazione dei medici di medicina generale e degli specialisti, affinché possano riconoscere tempestivamente i sintomi, utilizzare strumenti clinici validati e contribuire a ridurre i tempi della diagnosi, contrastando al contempo lo stigma che ancora accompagna la fibromialgia.
L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI: AMPLIARE LE TUTELE
La richiesta conclusiva di CReI, SIMFER e SISMED è quella di avviare un confronto con le istituzioni per ampliare progressivamente la platea dei beneficiari dell’esenzione 068, includendo anche le persone con forme moderate della patologia, secondo criteri clinici appropriati.
L’obiettivo è garantire maggiore equità nell’accesso alle cure, ridurre le differenze territoriali e costruire percorsi assistenziali capaci di rispondere alle diverse esigenze dei pazienti.
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