Spread the love

Il decreto Giustizia-Migranti è stato definitivamente convertito in legge dopo l’approvazione della Camera dei Deputati. Il provvedimento introduce importanti novità in materia di immigrazione, procedure di asilo e organizzazione della giustizia, con l’obiettivo di adeguare l’ordinamento italiano alle nuove disposizioni europee e rendere più efficiente il sistema giudiziario.

Le principali novità sull’immigrazione

Tra gli aspetti più rilevanti della nuova legge figurano le modifiche alle procedure per i richiedenti protezione internazionale.

In particolare:

  • i richiedenti asilo dovranno indicare domicilio o residenza già al momento della presentazione della domanda;
  • il periodo durante il quale non sarà possibile lavorare passa da 60 a 90 giorni dalla formalizzazione della richiesta;
  • diventano obbligatorie le procedure accelerate di asilo alla frontiera nei casi previsti;
  • viene introdotto il divieto di trattenimento basato esclusivamente sulla nazionalità del richiedente;
  • saranno potenziate le strutture destinate al trattenimento nelle aree di frontiera;
  • vengono aggiornati i sistemi informatici europei, come Eurodac, per migliorare l’identificazione e il controllo dei migranti.

Le nuove disposizioni recepiscono parte del Patto europeo su migrazione e asilo, con l’obiettivo di uniformare le procedure tra gli Stati membri.

Cambiano anche gli esami per diventare avvocato

Il decreto introduce importanti modifiche anche per l’accesso alla professione forense.

Tra le novità:

  • una sola sessione d’esame ogni anno;
  • due prove scritte invece delle tre attualmente previste;
  • una prova orale articolata in più fasi, con casi pratici, quesiti giuridici e verifica sulla deontologia professionale.

L’obiettivo è semplificare e velocizzare il percorso di abilitazione senza ridurne il livello qualitativo.

Più risorse per la giustizia

Il provvedimento contiene anche misure per migliorare l’organizzazione degli uffici giudiziari.

Tra queste:

  • proroga fino al 31 dicembre 2026 degli incarichi di alcuni magistrati per evitare carenze di organico;
  • rafforzamento degli uffici del giudice di pace;
  • investimenti nella digitalizzazione della giustizia con 6,5 milioni di euro per il 2026, oltre a ulteriori fondi previsti negli anni successivi per manutenzione e innovazione tecnologica.

Un provvedimento destinato a far discutere

Il decreto affronta due temi particolarmente delicati, immigrazione e giustizia, destinati a rimanere al centro del dibattito politico anche nei prossimi mesi. Da un lato punta a rendere più rapide le procedure amministrative e giudiziarie, dall’altro introduce nuove regole che avranno effetti concreti sia sui richiedenti asilo sia sugli operatori del settore legale.