L’ex conoscente di Marco Accetti ha appreso della sua iscrizione nel registro degli indagati durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare. Al centro anche una telefonata del 1983
A oltre 43 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, la nuova inchiesta della Procura di Roma registra un ulteriore sviluppo. Dopo Laura Casagrande e Marco Fassoni Accetti, emerge infatti il nome di una terza persona indagata: Gabriella Boggiani, all’epoca dei fatti conoscente di Accetti.
La donna è stata ascoltata il 24 settembre dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori e, proprio nel corso dell’audizione, ha dichiarato di aver appreso di essere indagata. La circostanza è stata successivamente confermata da ambienti vicini alla Procura.
La posizione di Boggiani risulterebbe inserita in un fascicolo distinto da quello relativo ad Accetti, nel quale sarebbero presenti anche altri nominativi riconducibili alla cerchia di conoscenze del fotografo dell’epoca.
La telefonata del 1983
Al centro degli accertamenti c’è una telefonata risalente al 1983, alla quale Boggiani partecipò insieme ad Accetti.
Durante l’audizione, svolta in parte in forma secretata, la donna ha raccontato la propria versione dell’episodio, spiegando di aver effettuato la telefonata su richiesta di Accetti e di averla considerata all’epoca una sorta di scherzo.
Secondo il suo racconto, i due si trovavano in una cabina telefonica nel quartiere Africano, a Roma, quando Accetti le avrebbe chiesto di fare la telefonata e di dire che “noi sappiamo dove sta Emanuela Orlandi”.
Boggiani ha confermato di aver effettuato quella telefonata, ma ha negato di aver letto un comunicato relativo alla vicenda.
La precisazione è rilevante perché negli anni la telefonata è stata collegata anche a comunicazioni nelle quali si faceva riferimento a un possibile scambio di Emanuela Orlandi con Ali Agca, il terrorista turco responsabile dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II.
“Apprendo ora di essere indagata”
Durante l’audizione Boggiani ha spiegato di non essere stata a conoscenza della propria posizione giudiziaria.
La donna ha inoltre preso le distanze da Marco Accetti, descrivendo quella frequentazione come occasionale e risalente a oltre quarant’anni fa. Ha raccontato di non aver più avuto rapporti con lui dopo quel periodo.
La sua versione, dunque, è quella di una persona che avrebbe partecipato alla telefonata senza conoscere, secondo quanto da lei riferito, la reale portata della vicenda.
Le dichiarazioni rese davanti alla Commissione dovranno essere valutate nell’ambito degli accertamenti investigativi in corso.
La pista Accetti torna al centro dell’inchiesta
Il nome di Gabriella Boggiani si inserisce nel nuovo filone investigativo che negli ultimi mesi ha riportato l’attenzione su Marco Fassoni Accetti, il fotografo e cineasta romano che in passato si era autoaccusato del rapimento di Emanuela Orlandi.
La Commissione parlamentare sta approfondendo nuovamente diversi episodi legati alla sua figura e alle persone che frequentava nel periodo delle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.
Proprio la Commissione aveva programmato l’audizione di Boggiani come “conoscente di Marco Accetti all’epoca dei fatti oggetto dell’inchiesta”.
Nuovi accertamenti anche sul flauto
Nel quadro delle nuove indagini rientrano anche ulteriori accertamenti sul flauto consegnato da Accetti alla Procura quando, nel 2013, si era autoaccusato della scomparsa di Emanuela Orlandi.
Sul reperto sono in corso nuovi esami genetici affidati al Ris dei Carabinieri, i cui risultati sono attesi dagli investigatori.
Parallelamente, gli approfondimenti riguardano anche altri episodi che potrebbero essere collegati alle vicende di Orlandi e Gregori e che la Commissione parlamentare e la Procura stanno riesaminando alla luce degli elementi raccolti negli ultimi mesi.
Un’inchiesta ancora aperta
La comparsa di una terza persona nel registro degli indagati rappresenta quindi un nuovo sviluppo investigativo, ma non costituisce un accertamento di responsabilità.
La posizione di Gabriella Boggiani dovrà essere valutata dagli inquirenti insieme alle dichiarazioni rese, agli elementi già acquisiti e agli eventuali nuovi riscontri.
Dopo più di quattro decenni, la scomparsa di Emanuela Orlandi resta ancora al centro di indagini giudiziarie e parlamentari. La nuova fase dell’inchiesta punta ora a verificare nuovamente fatti, testimonianze e collegamenti che risalgono al 1983, nella ricerca di elementi che possano contribuire a ricostruire quanto accadde alla quindicenne cittadina vaticana.