Dal 18 settembre al 25 ottobre 2026 il Museo Bagatti Valsecchi di Milano ospita “Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze”, una mostra curata da Alberto Mattia Martini e realizzata in collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli. Oltre trenta opere, tra cui una decina inedite e site-specific, entrano in dialogo con gli ambienti e le collezioni della storica casa-museo milanese.
Milano accoglie un nuovo appuntamento dedicato all’arte contemporanea con “Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze”, il progetto espositivo che dal 18 settembre al 25 ottobre 2026 porta la ricerca dei due artisti all’interno del Museo Bagatti Valsecchi.
La mostra, curata da Alberto Mattia Martini, nasce dalla collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli e propone un confronto tra la contemporaneità delle sculture iperrealiste di Bertozzi & Casoni e gli ambienti storici della casa-museo milanese.
Il risultato è un dialogo tra epoche e linguaggi differenti, costruito intorno a temi come la memoria, la conservazione, il tempo, la trasformazione e la caducità.
Una casa-museo dove passato e presente si incontrano
Il Museo Bagatti Valsecchi conserva l’atmosfera di una dimora ispirata al Rinascimento e ricostruita nell’Ottocento dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. È proprio questo contesto a diventare parte integrante del progetto espositivo.
Le opere di Bertozzi & Casoni non vengono presentate semplicemente come oggetti separati dal contesto, ma vengono inserite negli ambienti della casa, accanto ad arredi, manufatti e armature.
Come spiega Antonio D’Amico, Direttore del Museo Bagatti Valsecchi, l’inserimento delle opere contemporanee richiama la stessa concezione originaria della dimora, nella quale gli oggetti erano vissuti e disposti senza una rigida gerarchia tra antico e quotidiano.
Le ceramiche di Bertozzi & Casoni diventano così presenze che “abitano” la casa, creando un cortocircuito visivo tra la storia del collezionismo dei due baroni milanesi e la ricerca artistica contemporanea.
Oltre trenta opere e dieci lavori inediti
Il percorso comprende oltre trenta opere di Bertozzi & Casoni, circa dieci delle quali realizzate appositamente per il Museo e concepite come interventi site-specific.
Il loro linguaggio iperrealista si caratterizza per una straordinaria precisione tecnica, ma anche per una forte componente concettuale. La ceramica viene utilizzata per rappresentare oggetti, animali, elementi naturali e situazioni capaci di richiamare il tema della vanitas, reinterpretato attraverso una sensibilità contemporanea.
Abbondanza e scarto, conservazione e decadimento, permanenza e trasformazione diventano elementi attraverso i quali gli artisti affrontano il rapporto dell’essere umano con il tempo.
Una particolare forza nasce proprio dal contrasto tra la solidità apparente delle opere e la fragilità dei significati che evocano.
La ceramica come riflessione sul tempo
Fondata a Imola nel 1980 da Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni, la realtà artistica Bertozzi & Casoni ha contribuito in maniera significativa all’affermazione della ceramica come linguaggio pienamente contemporaneo.
Stefano Dal Monte Casoni è scomparso nel 2023, mentre Giampaolo Bertozzi continua la ricerca artistica legata al duo.
Attraverso una tecnica estremamente sofisticata, la ceramica viene trasformata in uno strumento capace di affrontare questioni centrali dell’arte contemporanea, restituendo al materiale una nuova dimensione espressiva.
La scelta del Museo Bagatti Valsecchi crea quindi un particolare gioco di rimandi: da una parte una dimora nata con l’obiettivo di conservare e tramandare una memoria storica e artistica, dall’altra opere che riflettono proprio sull’impossibilità di fermare definitivamente il tempo.
“Eterne e fragili presenze”
“Con Eterne e fragili presenze abbiamo immaginato un incontro tra la vocazione del Museo Bagatti Valsecchi volta a custodire e tramandare memoria, arte e bellezza e la ricerca di Bertozzi & Casoni”, spiega il curatore Alberto Mattia Martini.
Al centro della mostra emerge così una tensione apparentemente paradossale: utilizzare un materiale come la ceramica, fragile ma allo stesso tempo durevole, per dare una forma quasi eterna a ciò che per sua natura è destinato a trasformarsi.
È proprio questo rapporto tra eternità e fragilità a costituire uno dei nuclei concettuali dell’esposizione.
La mostra invita quindi il visitatore a osservare le opere non soltanto per la loro straordinaria resa realistica, ma anche per ciò che raccontano sul nostro rapporto con la memoria, con il cambiamento e con il trascorrere del tempo.
Un catalogo accompagna l’esposizione
A corredo della mostra è previsto un catalogo edito da Moebius, con contributi scientifici del curatore Alberto Mattia Martini e di Aurora Ghezzi, Collection Manager del Museo Bagatti Valsecchi.
“Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze” sarà visitabile al Museo Bagatti Valsecchi di Milano dal 18 settembre al 25 ottobre 2026.
Ph. Carlo Casella