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Dal 2013 al 2019 il danno economico per l’Italia provocato da alluvioni e frane, eventi estremi intensificati dal riscaldamento globale, è stato di euro 20,3 miliardi.

Con una media di quasi 3 miliardi ogni anno. È quanto emerge da uno studio condotto da Greenpeace Italia sugli eventi meteo estremi, collegati alla crisi climatica, “per cui è possibile ricostruire in modo completo e affidabile il flusso di denaro”.

In Italia oltre il 90% dei comuni da indagine condotta, emerge che è a rischio frane o alluvioni. Un pericolo che incombe nel complesso su 7,5 milioni di cittadini, come spiega a Greenpeace Daniele Spizzichino, ingegnere del Dipartimento per il servizio geologico di Ispra (l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale).

Dallo studio di Greenpeace emerge inoltre che dal 2013 al 2019 soltanto il 10% dei danni causati da alluvioni e frane è stato risarcito dallo Stato alle Regioni. In Italia, “in sette anni i soldi impiegati in prevenzione sono stati pari a 2,1 miliardi di euro, appena un decimo dei danni stimati”. Ma bisogna “agire alla radice del problema, riducendo rapidamente fino ad azzerare le emissioni di gas serra, per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi”.

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