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Uno studio condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) pubblicato sulla rivista scientifica Remote Sensing, guidati da Filippo Greco hanno scoperto che tutta l’area del Centro Italia presa in esame, nel periodo che va dal 2018 al 2020, è stata interessata da variazioni negative del campo di gravità, con conseguente diminuzione della densità del sottosuolo. Grosse e significative variazioni positive, invece, sono state registrate nelle due stazioni in Umbria a Terni e in Abruzzo presso il Laboratorio del Gran Sasso, negli intervalli di tempo che vanno dal 1954 al 2020 e dal 2005 al 2010.

Le variazioni del campo di gravità associate ai terremoti, in particolare, meritano attenzione in quanto possono rappresentare importanti precursori, contribuendo a definire i modelli dinamici di accumulo e rilascio di energia.

In merito alle variazioni della gravità terrestre sono state registrate nelle aree colpite dai terremoti dell’Aquila (2009) e di Amatrice-Norcia (2016): il fenomeno, dicono i ricercatori, potrebbero essere legate a cambiamenti di densità del sottosuolo nei periodi pre e post sismici.

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