Sette persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine che ipotizza, a vario titolo, detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di droga, estorsione aggravata, fabbricazione e detenzione di ordigni esplosivi, le cosiddette “marmotte”.
Tra i destinatari del provvedimento figura un 39enne di Stornara, in provincia di Foggia, al quale l’ordinanza è stata notificata nel carcere di San Vittore, a Milano, dove si trovava da poco più di un giorno dopo essere stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria nel capoluogo lombardo.
Il fermo a Milano
Il 39enne era stato fermato nella notte del 29 settembre, insieme a un 25enne di Orta Nova, sempre nel Foggiano. I due sono stati individuati in via delle Forze Armate, nei pressi dello sportello ATM di un istituto bancario.
Nel corso della perquisizione personale sarebbero stati trovati oltre 11mila euro in contanti, parte dei quali presentava delle macchie, oltre a un foglio contenente una lista di sportelli ATM.
La presenza dei due uomini a Milano, secondo quanto riferito dagli investigatori, era stata segnalata dall’Arma di Cerignola nell’ambito delle attività di ricerca e localizzazione dei destinatari dell’ordinanza cautelare.
La perquisizione e il ritrovamento delle armi
Successivamente, nell’abitazione utilizzata dai due, sarebbero stati rinvenuti maschere in lattice, un martello, cacciaviti, jammer ed estintori.
Durante le operazioni è stata inoltre sequestrata una pistola Walther PPK, risultata provento di furto, completa di caricatore e munizioni.
Per il possesso dell’arma è stato arrestato anche un 38enne residente a Milano, già giudicato per direttissima nella giornata del 30 settembre.
L’indagine
L’attività investigativa riguarda un quadro più ampio, nel quale agli indagati vengono contestate, a vario titolo, condotte relative al traffico e allo spaccio di droga, all’estorsione aggravata e alla fabbricazione e detenzione di ordigni esplosivi, oltre agli ulteriori fatti emersi nel corso delle attività svolte a Milano.
Le ordinanze di custodia cautelare rappresentano un provvedimento adottato nella fase delle indagini e la posizione dei sette indagati dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Le attività investigative proseguono per ricostruire l’intero quadro dei fatti e accertare il ruolo eventualmente ricoperto dai singoli soggetti coinvolti.