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Il nuovo piano nazionale che prevede di vaccinare le persone più fragili, compresi coloro che hanno subito un trapianto o sono costretti a sottoporsi regolarmente a terapie salvavita come la dialisi, subito dopo gli over 80 è stato approvato con decreto del ministro della Salute ormai 15 giorni fa, ma per il momento rimane lettera morta.

La maggior parte delle Regioni non ha infatti ancora tradotto la disposizione ministeriale in un protocollo operativo e, di conseguenza, migliaia di persone che avevano ricominciato a sperare dopo l’approvazione del decreto, sono tornate ad avere paura.

Per questo ANED Onlus, l’Associazione nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianti, ha deciso di scrivere nuovamente una lettera alle istituzioni, questa volta all’indirizzo del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna.

“Temiamo – sottolinea nella lettera Giuseppe Vanacore, presidente di ANED Onlus – che le differenze organizzative sul piano della Sanità tra le Regioni possano influire sui tempi e sui modi di vaccinare la comunità di persone fragili, che ANED rappresenta da circa 50 anni. Si tratta di circa 100mila persone, non moltissime, e sarebbe auspicabile che la campagna vaccinale venisse regolata e condotta in maniera rapida e uniforme su tutto il territorio nazionale”.

Il presidente di Aned, dopo aver ricordato la disposizione dell’Aifa che prevede per i soggetti fragili la somministrazione dei vaccini a tecnologia vettoriale, Pfizer e Moderna, particolarmente indicati per chi è immunodepresso, lancia poi una proposta all’indirizzo dei governatori delle Regioni.

“Nel caso dei dializzati – sottolinea Vanacore – siamo in presenza di persone costrette a recarsi con frequenza negli ambulatori post trapianto o nei reparti di nefrologia. La soluzione migliore per queste persone sarebbe quella di disporre la vaccinazione direttamente nei luoghi di cura, garantendo così celerità nella somministrazione e un monitoraggio più sicuro degli esiti”.

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