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L’estensione del passaporto vaccinale, che, salvo sorprese, dovrebbe arrivare domani in un Cdm fissato alle 16, passa da un unico provvedimento, che introdurrà l’obbligo per tutti coloro che, a partire da ottobre, si recheranno a lavoro.

La conferma arriva dai segretari di Cgil, Cisl e Uil, che nel pomeriggio vengono convocati dal premier Mario Draghi a Palazzo Chigi per essere messi al corrente sulla stretta che il governo intende varare, per far decollare definitivamente la campagna vaccinale, arrivata fino agli scettici, quelli più difficili da convincere.

I sindacati, spiega il leader della Cgil, hanno spinto per l’obbligatorietà, ma si sono sentiti rispondere che, per ora, non è questo l’obiettivo a cui mira il governo, “ci hanno detto che sarebbe difficile attuare i controlli – spiega Landini – ma così scaricano tutto sul mondo del lavoro”. Ma lo scontro più duro è sulla gratuità dei tamponi, su cui Matteo Salvini e Giorgia Meloni si stanno battendo tantissimo.

Sulla richiesta di rendere i test gratuiti fino a fine emergenza, i sindacati si sono sentiti rispondere picche, e assicurano che il governo -al tavolo oltre a Draghi erano presenti i ministri Giorgetti, Speranza, Orlando e Brunetta- sul provvedimento che si appresta a varare è un fronte compatto.

Sui tamponi i sindacati hanno tentato un piano B, ovvero un regime transitorio. “Su questo non abbiamo avuto risposte”.

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