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Da tempo gli amanti del tennis lo seguono con interesse, richiamati dalle sue imprese, ieri però è stato il giorno della sua definitiva consacrazione nel circuito del grande pubblico, grazie ad un tam tam mediatico impressionante.

Jannik Sinner, il diciannovenne altoatesino è una vera e propria rivelazione. Si afferma infatti nel panorama internazionale a Miami, nell’ Hard Rock Stadium. Batte il rivale spagnolo Bautista Agut (5-7, 6-4, 6-4) e va in finale. Un atleta di talento, vero amante dello sport, che curiosamente non ha iniziato battendo i campi di cemento e terra rossa e le sue origini altoatesine lasciano intuirne il motivo. Furono gli sci infatti a tenerlo impegnato in età giovanile, con lusinghieri risultati a livello nazionale, per poi scoprire racchetta e pallina all’età di otto anni. Una passione che lo spinge a trasferirsi in Romagna nell’estate del 2014 dove inizia a lavorare sodo sotto la guida di Riccardo Piatti e Andrea Volpini. Nel 2019 vince il suo primo titolo Challenger e si aggiudica tre titoli consecutivi in tre differenti tornei, posizionandosi al novantatreesimo posto della classifica mondiale. Una scalata che oggi lo colloca  al numero 31, con prospettive di costante miglioramento.

Jannik, già diventato idolo per molti che lo vedono un futuro Nadal, ragazzo da record, ha conquistato l’accesso alla finale del Miami Open (master 1000), primo italiano qualificato in questa competizione.

Il diciannovenne altoatesino affronterà domani il polacco Hurkacz, suo grande amico, anch’egli arrivato conto ogni pronostico in finale dopo aver battuto Tsitsipas e Rublev.

A prescindere sa come finirà il confronto, sono già tutti d’accordo: il tennis italiano potrebbe ritrovare nell’uovo di Pasqua una bellissima sorpresa, con la quale dipingere un futuro colorato di soddisfazioni, come non lo si vede dagli anni di Adriano Panatta, del quale il talentuoso Sinner può ricalcarne le leggendarie gesta sportive.

Photo credits: Virgilio Sport

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