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La Corte Suprema di Cassazione, annuncia la Lega, accoglie la richiesta dei consigli regionali di Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto.

“Via libera dunque, ai sei referendum sulla Giustizia, promossi da Lega e Partito Radicale”.

“La decisione di piazza Cavour anticipa – e di fatto rende ininfluente – il deposito delle firme certificate: tra le 700mila e le 775mila a seconda del quesito, oltre a 18mila adesioni elettroniche. Il totale provvisorio è di 4.275.000 autografi, ma questa mattina nella sede milanese della Lega in via Bellerio ne sono arrivate altre 80mila”.

“Il partito di Matteo Salvini ha preparato le sottoscrizioni certificate dopo mesi di accurati controlli – si legge in una nota -che hanno visto la mobilitazione di decine di parlamentari, consiglieri regionali e decine di militanti da Ferragosto a oggi con il coordinamento di Roberto Calderoli. I moduli con le firme sono stati distribuiti in ben 368 scatoloni che hanno riempito tre furgoni. Ci sono anche sei hard disk che contengono firme digitali e certificati elettorali”.

I referendum hanno incassato un’adesione bipartisan e mobilitato molti volti noti. Tra gli altri, hanno firmato Perluigi Battista, Maurizio Belpietro, Giulia Bongiorno, Hoara Borselli, Mauro Corona, Mauro Coruzzi in arte Platinette, lo chef Alessandro Circiello, Guido Crosetto, Paolo Del Debbio, Alda D’Eusanio, Vittorio Feltri, Roberto Giachetti, Mario Giordano, Maria Giovanna Maglie, Simonetta Matone, Paolo Mieli, Giovanni Minoli, Augusto Minzolini, Luca Palamara, David Parenzo, Nicola Porro, Gabriella Privitera Corona madre di Fabrizio, Alessandro Sallusti, Vittorio Sgarbi, Sergio Staino, Francesco Storace, Giovanni Terzi, Gaia Tortora, Michele Vietti ex vicepresidente del Csm. Nonostante il no di Enrico Letta, nel Pd hanno detto sì Goffredo Bettini, Giorgio Gori, Luciano Pizzetti (deputato Pd e sottosegretario di Stato con i governi Gentiloni e Renzi), senza dimenticare altri nomi come quelli del senatore Gianni Pittella, ex socialista, e l’europarlamentare Massimo Smeriglio.

La firma arriva anche tra tutti i ministri e i governatori della Lega. Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni (pur con qualche distinguo su un paio di quesiti).

Ma non solo. Sottoscrizione anche dai centristi dell’Udc, con Lorenzo Cesa e Antonio de Poli, e il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

I referendum riguardano la riforma del Csm, la responsabilità diretta dei magistrati, l’equa valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere, i limiti agli abusi della custodia cautelare, l’abolizione del decreto Severino.

Dopo il via libera della Cassazione, ora non è più necessario il deposito delle firme previsto per la giornata di domani.

“Finalmente gli italiani avranno l’opportunità di cambiare la Giustizia! Appuntamento in primavera. Un ringraziamento va a chi ha firmato, a chi era presente ai gazebo e nelle piazze, a chi ha dato una mano”, le parole del leader della Lega Matteo Salvini.

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