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“Nessuna proroga, blocco ad oltranza. Tutto il resto sono fakenews”. Lo scrive su Facebook il Coordinamento lavoratori portuali di Trieste a proposito della protesta che intende attuare, per il momento da domani e fino al 20 ottobre, contro l’obbligo del green pass per l’accesso al lavoro. Al termine di un incontro nella sede del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, il portavoce del Clpt, Massimo Giurissevich, ai giornalisti aveva detto che la protesta si sarebbe potuta limitare a domani.

“Siamo determinati sulle nostre posizioni, ma siamo sempre disponibili a discutere con chiunque”, ha detto oggi Alessandro Volk, componente del direttivo del Coordinamento lavoratori portuali Trieste, alla vigilia dello sciopero in porto. Tuttavia, se il Governo dovesse posticipare l’obbligo del Green pass, spiega Volk “in tal caso prenderemmo nota e ci adegueremmo, non avrebbe più senso domani bloccare il porto. Se ad esempio il governo proponesse una proroga al 30 ottobre sarebbe una mossa intelligente da parte del governo per prendere un po’ di tempo e trovare poi una soluzione”.  “Siamo disposti ad andare avanti fin quando il green pass non verrà tolto”, aveva detto in precedenza a Rainews24 Stefano Puzzer, portavoce del coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste. “E’ ora di fermare l’economia che forse è l’unico segnale che possiamo dare a questo Stato, per fargli capire che ci sono tante persone in difficoltà, tante persone che rimarranno senza uno stipendio, e solo perché hanno esercitato una scelta libera, quella di non farsi il vaccino. Adesso mi sembra ben chiaro che questo passaporto verde è solamente una manovra economica non sanitaria”. Puzzer aveva aggiunto che se oggi “non ci saranno novità e il decreto non verrà ritirato domani bloccheremo il porto di Trieste, sia in entrata che in uscita”.

 

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