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Addio a Raffaella Carrà, aveva 78 anni. Era malata da tempo. Una grande perdita per l’Italia. E’ stata tanti ruoli: attrice, ballerina, cantante, showgirl, conduttrice televisiva e radiofonica, autrice.

La regina della tv. Il suo vero nome Raffaella Maria Roberta Pelloni aveva 8 anni, quando ha lasciato la riviera romagnola per andare a Roma per studiare all’Accademia Nazionale di Danza e poi al Centro sperimentale di cinematografia. Per poi frequentare il cinema (con Monicelli, tra gli altri) prima che all’inizio degli anni ’60 il regista Guardamagna le cambiasse il cognome in Carrà e lei decidesse di dedicarsi alla carriera di soubrette e cantante. Il ‘mito’ cominciò così. Tantissimi successi anche nell’ambito musicale, con oltre 60 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Tant’è che nel 2020 il quotidiano britannico ‘The Guardian’ la incorona come sex symbol europeo, definendola «l’icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso». A partire dagli anni ’70 Raffaella riuscì a far passare in televisione cose mai viste prima: dall’ombelico scoperto di ‘Ma che musica maestro’, agli ammiccamenti di ‘Tuca Tuca’, all’invito liberatorio di ‘Tanti auguri’.
Ha 14 anni quando la Ruskaia le dice che ha le caviglie troppo piccole e che andando avanti così, forse a 28 anni, avrebbe potuto fare la coreografa. Raffaella fugge via e decide di tentare la via del cinema e si iscrive al Centro sperimentale di cinematografia.

Nel 1960 conquista una piccola parte ne “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini. Tre anni dopo gira “I Compagni” e poi “Celestina” con Carlo Lizzani. Quindi l’esperienza americana. Con Frank Sinatra recita in “Il colonnello Von Ryan”. ”Venni scelta tra un sacco di attrici famose che avrebbero voluto recitare accanto a Frank. Era un gran signore, ma non conoscevo le sue canzoni. Andavo al juke-box e mettevo i Beatles. Era perplesso”, aveva ricordato. Hollywood non la fa impazzire.

Viene scelta per affiancare in Rai Nino Ferrer nel programma “Io, Agata e tu”. Sconosciuta ai più, ha il coraggio di chiedere: ”Datemi tre minuti solo per me. Anche padre Rotondi ha tre minuti solo per lui. Perché a me no?”. Siamo nel 1969. Da lì la sua inarrestabile ascesa.

IL SUCCESSO – Nello stesso anno, con “Canzonissima” insieme a Corrado, raggiunge la popolarità. Il “Tuca tuca”, la consacra come ospite fissa nelle case degli italiani. E poi arrivano “Ma che musica maestro”, “A far l’amore comincia tu” e “Fiesta”. Negli anni 80 è protagonista a “Fantastico” con Corrado, Gigi Sabani e Renato Zero (la sua sigla di apertura “Ballo ballo” raccoglie una media di 25 milioni di spettatori a puntata).

In questo periodo nasce il sodalizio professionale (e sentimentale) con Boncompagni, che la accompagnerà per tutta la sua carriera artistica. Arriva poi “Pronto, Raffaella?” con il gioco simbolo che chiedeva agli spettatori di indovinare il numero dei fagioli all’interno di un contenitore. A cui segue il successo negli anni Novanta con “Carramba! Che sorpresa”, inventato insieme a Sergio Japino (suo compagno di vita) nel quale coinvolgeva in diretta gli ospiti e il pubblico in sala in sorprese e incontri inaspettati con persone care che non vedevano da molto tempo (architettati insieme a un complice).

Iapino ha dato l’annuncio “Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre”.

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