Le mobilitazioni contro il rincaro del diesel coinvolgono diverse regioni del Sud Italia. Tir, camion e trattori in presidio, rallentamenti alla circolazione e difficoltà negli approvvigionamenti. Il ministro Matteo Salvini ha convocato le rappresentanze autonome del settore per un confronto.
Non si ferma la protesta degli agricoltori e degli autotrasportatori nel Mezzogiorno contro il caro carburanti. Da Campania a Sicilia, passando per Molise, Calabria e Puglia, le mobilitazioni chiedono al Governo interventi concreti contro l’aumento dei prezzi del diesel, considerati ormai insostenibili da chi utilizza quotidianamente i mezzi per lavorare.
Le manifestazioni stanno interessando porti, autostrade e centri urbani, con ripercussioni sulla circolazione e, in alcune aree, sulla distribuzione delle merci. Una protesta che coinvolge due settori strategici per l’economia italiana: l’agricoltura e l’autotrasporto, entrambi fortemente esposti al costo dell’energia e dei carburanti.
Campania, tir in presidio al porto di Napoli
A Napoli, alcuni mezzi pesanti hanno bloccato il varco Bausan del porto commerciale, provocando disagi al traffico nell’area di accesso al capoluogo campano.
Ripercussioni anche sulla viabilità autostradale. Nella notte, secondo le informazioni riportate, è stato temporaneamente chiuso per chi proveniva da Napoli il nodo di collegamento tra l’A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno, con la formazione di lunghe code.
Gli episodi evidenziano quanto le proteste possano incidere sulla movimentazione delle merci e sui collegamenti, soprattutto quando interessano infrastrutture fondamentali per il trasporto su gomma.
Calabria, riaperto lo svincolo di Falerna
In Calabria, la mobilitazione degli autotrasportatori e degli agricoltori ha provocato disagi anche sulla rete autostradale.
In provincia di Catanzaro, soltanto alle prime ore del mattino sono stati riaperti l’ingresso e l’uscita dello svincolo di Falerna, sull’autostrada A2 del Mediterraneo.
Per gli autotrasportatori della Fedralog e per diversi gruppi spontanei di agricoltori si tratta di una mobilitazione che prosegue da giorni. Le categorie chiedono risposte rispetto ai costi di esercizio, con particolare attenzione al prezzo del gasolio, che incide direttamente sulla sostenibilità economica delle attività.
Sicilia, presidi nei porti
Nell’Isola, il Comitato trasportatori siciliani ha organizzato presidi nei porti della regione.
Secondo quanto riferito, il transito via terra dei prodotti ortofrutticoli attraverso lo Stretto di Messina rimane libero: il Comitato non sta effettuando blocchi stradali né presidi sulle arterie di collegamento.
La situazione resta comunque delicata per un territorio in cui il trasporto marittimo e quello su gomma rappresentano collegamenti essenziali per l’approvvigionamento delle merci e per la distribuzione dei prodotti agricoli.
Molise, scaffali vuoti e produzione ridotta
Particolarmente critica la situazione in Molise, dove camion, tir e trattori hanno raggiunto il centro di Campobasso per manifestare contro il caro carburanti e l’aumento del costo della vita.
Tra gli slogan esposti dai manifestanti figurano «Anche il Sud è Italia», «Il lavoro che muove l’Italia» e «Agricoltura è vita».
In diversi supermercati sono stati segnalati problemi di approvvigionamento, con scaffali vuoti soprattutto nei reparti di frutta, verdura e prodotti da forno. La preoccupazione riguarda le possibili conseguenze di un prolungamento delle proteste sulla distribuzione dei beni di consumo.
A risentire delle difficoltà è anche il pastificio La Molisana, che, secondo quanto riferito all’ANSA, avrebbe drasticamente ridotto la produzione.
Una situazione che mostra come le interruzioni o i rallentamenti nella logistica possano ripercuotersi sull’intera filiera: dai produttori ai trasportatori, fino alle aziende di trasformazione e ai consumatori.
Puglia, autotrasportatori davanti alla Regione
A Bari, gli autotrasportatori hanno organizzato un presidio davanti alla sede della Presidenza della Regione Puglia, chiedendo un confronto istituzionale. Secondo le informazioni riportate, il presidente Antonio Decaro dovrebbe ricevere una delegazione.
L’obiettivo è portare all’attenzione delle istituzioni le difficoltà delle imprese, alle prese con costi crescenti e margini sempre più ridotti.
Salvini convoca le categorie: atteso il confronto
Sul fronte istituzionale, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha convocato anche le sigle autonome dell’autotrasporto di Calabria, Sicilia e Puglia per un tavolo tecnico previsto martedì 20 alle ore 15.
Secondo il programma annunciato, la protesta degli autotrasportatori della Fedralog dovrebbe concludersi alle ore 24 della stessa giornata, mentre resta da verificare l’evoluzione delle altre mobilitazioni.
L’incontro rappresenta un passaggio importante per tentare di individuare soluzioni alle richieste del settore. Le categorie chiedono misure capaci di contenere l’impatto dei rincari e tutelare la continuità delle attività produttive e distributive.
Carburanti e lavoro, una questione che riguarda tutto il Paese
La protesta del Sud riporta al centro il peso dei costi energetici sulle imprese che garantiscono la produzione agricola, la trasformazione alimentare e il trasporto delle merci.
Quando il gasolio aumenta, i costi si riflettono sui bilanci degli operatori e possono incidere sull’intera catena di distribuzione. Se le mobilitazioni rallentano ulteriormente i collegamenti, alle difficoltà economiche si aggiungono quelle logistiche, con possibili ripercussioni sui rifornimenti.
La questione, dunque, non riguarda soltanto le rivendicazioni di una singola categoria, ma coinvolge lavoratori, aziende e consumatori.
Il confronto con il Governo sarà decisivo per capire se alle richieste di agricoltori e autotrasportatori seguiranno misure concrete. Nel frattempo, il Mezzogiorno continua a fare i conti con una protesta che mette in evidenza le fragilità dei trasporti, della logistica e delle filiere produttive.