Con l’inserimento della fibromialgia nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA), le Regioni sono chiamate ad attivarsi concretamente per garantire ai pazienti le prestazioni previste dal Servizio sanitario nazionale attraverso il codice di esenzione 068. A sollecitare un intervento tempestivo è il Collegio Reumatologi Italiani (CReI), che annuncia l’avvio di un’iniziativa scientifico-istituzionale destinata a coinvolgere tutte le Regioni italiane.
L’annuncio è arrivato da Crescenzio Bentivenga, vicepresidente del CReI, e Daniela Marotto, past-president del Collegio, durante il 29° Congresso del CReI in corso a Bologna, appuntamento di riferimento per la reumatologia italiana, con un approfondimento dedicato anche alla sindrome fibromialgica.
L’obiettivo è richiamare l’attenzione delle istituzioni regionali sulla necessità di rendere effettive le tutele previste per le persone affette da fibromialgia.
Audizioni con le Commissioni Sanità e gli assessori regionali
L’iniziativa del CReI prevede l’invio di richieste di audizione a tutte le Commissioni Sanità dei Consigli regionali e agli assessori regionali alla Salute e al Welfare. Il Collegio intende coinvolgere i propri rappresentanti nazionali e territoriali, compresi i delegati regionali, per illustrare nel dettaglio le conseguenze dell’introduzione del codice 068 nei nuovi LEA e sollecitare interventi concreti a sostegno dei pazienti.
«Ci attendiamo in questo modo di garantire ai pazienti la necessaria attenzione da parte di chi sui territori deve attivarsi per garantire il diritto alla salute», hanno dichiarato Bentivenga e Marotto.
Fibromialgia, cosa prevede il codice 068
Secondo quanto ricorda il CReI, il nuovo codice consente di accedere gratuitamente a specifiche prestazioni del Servizio sanitario nazionale, tra cui una visita specialistica di controllo annuale e diverse attività di rieducazione motoria e articolare.
L’accesso all’esenzione è tuttavia subordinato a criteri clinici specifici. Per il riconoscimento, il paziente deve compilare, sotto controllo medico, il FIQR (Revised Fibromyalgia Impact Questionnaire), il questionario utilizzato per valutare l’impatto della fibromialgia sulla vita quotidiana.
Il CReI indica un punteggio superiore a 82 su 100 come criterio per individuare le forme severe che possono beneficiare dell’esenzione dal ticket.
Proprio la limitazione delle tutele ai casi più gravi alimenta le preoccupazioni del Collegio, che richiama l’attenzione sulla necessità di garantire un sostegno adeguato anche alle persone che convivono con la malattia e ne subiscono le conseguenze nella vita quotidiana.
La richiesta al Senato e il nodo delle tutele
L’impegno del CReI sul tema si inserisce in un percorso istituzionale già avviato. Il 22 gennaio 2025, Crescenzio Bentivenga era intervenuto in audizione presso la Commissione Affari sociali e sanità del Senato, in rappresentanza del Collegio, chiedendo il riconoscimento della fibromialgia tra le patologie croniche e invalidanti tutelate dal Servizio sanitario nazionale e l’introduzione di misure specifiche per ridurre il peso economico della malattia sui pazienti.
Da allora, il CReI ha proseguito le attività di sensibilizzazione, promuovendo il dialogo con i territori e con i medici di medicina generale. Un lavoro che punta anche a contrastare lo stigma che ancora associa la fibromialgia a una malattia esclusivamente psicosomatica.
La pubblicazione dei nuovi LEA è stata accolta dal Collegio con soddisfazione per il risultato raggiunto attraverso l’attribuzione del codice 068, ma anche con preoccupazione per la portata limitata delle esenzioni. Secondo le stime richiamate dal CReI, oltre l’80% dei pazienti rischierebbe infatti di restare escluso dalle tutele.
La nuova iniziativa rivolta alle Regioni punta ora a trasformare il riconoscimento previsto dai LEA in risposte concrete sul territorio, affinché l’accesso alle prestazioni e ai servizi sanitari sia effettivamente garantito a chi ne ha diritto.