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Sale di 5 anni, la sopravvivenza nei maschi per melanoma.

Un successo, che è stato osservato per la prima volta in assoluto in Italia e in Europa sulla popolazione generale, grazie all’uso comune di nuovi farmaci per la terapia mirata e per l’immunoterapia nei pazienti con melanoma avanzato e che pertanto non è nemmeno operabile.

È questo il risultato a cui è giunto uno studio congiunto dell’Airtum, l’Associazione dei registri tumori italiani, coordinato dal Registro tumori della Romagna, presentato in anteprima al XXVII Congresso nazionale Imi, l’Intergruppo melanoma italiano, in corso a Torino.

La ricerca che ha vinto l’Elvo Tempia Special Prize 2021 e che presenta molte novità presentate ed illustrate nel corso dell’incontro, tra cui l’uso dell’intelligenza artificiale e delle teleconsulenze genetiche, che durante il lockdown sono aumentati all’Irccs Policlinico San Martino di Genova (al quale è integrato l’Imi) del 34%.

Dallo studio fatto i ricercatori rivelano che solo in Italia tra il 2003 e il 2017, ha inciso tantissimo la la diagnosi precoce.

Inoltre è emerso anche che se un melanoma, ha uno spessore sottile, il paziente avrà una sopravvivenza migliore.

Inoltre con la terapia adiuvante cambia radicalmente il volto della chirurgia del melanoma e del carcinoma squamocellulare avanzato. Negli ultimi due anni i farmaci somministrati allo scopo di ridurre il rischio di recidiva hanno migliorato la sopravvivenza dei pazienti ed hanno permesso una chirurgia più mirata: ad oggi sono diminuiti dell’80% gli interventi sui linfonodi sentinella positivi con metastasi microscopiche, sono calate le dissezioni linfonodali inutili, mentre sono incrementate notevolmente le metastasectomie di pazienti un tempo ritenuti inoperabili. “La chirurgia del melanoma – spiega Roberto Patuzzo, Chirurgo presso la Divisione Melanoma e Sarcoma dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano – è diventata sempre più mirata e complessa poiché sono cambiate le indicazioni grazie alle terapie adiuvanti, con il risultato che si è modificata la tipologia del paziente ricoverato”.

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