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Quarantotto ore di angoscia pensando che l’ex marito avesse ucciso il figlio di 5 anni. Per due giorni la disperazione, dopo una discussione avvenuta in casa con l’ex, un peruviano di 34 anni irregolare in Italia, una donna  si è vista sottrarre il figlio dall’uomo. Trentaquattrenne che si è allontanato di casa, trascinando con sé il bambino che, in un pianto disperato, chiedeva di poter tornare dalla sua mamma, costringendolo a vagare per la città, nascondendosi in rifugi di fortuna, fino a giungere nel quartiere San Basilio, dove ha trovato appoggio da un connazionale. L’uomo, dopo poche ore dalla fuga, ha avviato un’estenuante e crudele contrattazione telefonica con l’ex: dopo averle fatto credere di aver ucciso il suo bambino, mostrando pure una fotografia del figlio a terra esamine,  e averne occultato il cadavere in un cantiere abbandonato, pretendendo ossessivamente una confessione sulle reali motivazioni della fine della loro storia  d’amore, in cambio di informazioni sul piccolo sequestrato.

Gli investigatori dalla IV Sezione della Squadra mobile di Roma, coordinati dalla Procura della repubblica di Roma, in una corsa contro il tempo, non hanno abbandonato l’ipotesi che il bambino fosse ancora  vivo. Sono riusciti a rintracciare l’uomo e a mettere in salvo il piccolo e riconsegnarlo tra le braccia della sua mamma.

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