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Oggi si tiene la prima votazione per eleggere il nuovo capo dello Stato: le trattative tra i partiti non hanno portato a indicazioni chiare per il nuovo inquilino del palazzo del Quirinale, e si dovrebbe andare verso una scheda bianca.

Tra i nomi che circolano, escludendo ora l’ex premier Silvio Berlusconi, che ha dimostrato di avere un grande senso di responsabilità facendo un passo indietro, ci sarebbero pure il premier Mario Draghi, e l’attuale inquilina di Palazzo Giustiniani, in quota Forza Italia, seconda carica più importante della Repubblica Italiana. E’ stata la prima donna a essere eletta come presidente del Senato, e potrebbe diventare anche la prima donna al Quirinale.

Letizia Moratti, altra donna di centrodestra “papabile” che potrebbe salire presto al Colle. Attuale vicepresidente della Lombardia, è stata ministra dell’Istruzione nel secondo governo Berlusconi e sindaca di Milano dal 2006 al 2011.

Marcello Pera: proposto dal centrodestra, è stato ex presidente del Senato dal 2001 al 2006, e a palazzo Madama dal 1996 al 2013 per Forza Italia.

Franco Frattini: politico e magistrato italiano, due volte ministro degli esteri nei Governi Berlusconi, ed ex Commissario europeo. Dal 2021 è Presidente aggiunto del Consiglio di Stato e dal 2012 Presidente della SIOI.

Gianni Letta: storico braccio destro di Silvio Berlusconi, è stato sottosegretario alla presidenza in ognuno dei suoi quattro governi e, nonostante abbia quasi 87 anni di età, può vantare consolidati rapporti trasversali tra le diverse forze politiche. Zio di Enrico Letta, segretario del Pd.

Pier Ferdinando Casini: ’ex presidente della Camera, in Parlamento da 38 anni consecutivi, è uno dei nomi forti in caso di elezione a grande maggioranza: ex democristiano, poi Udc e alla guida di Montecitorio con la maggioranza di centrodestra, adesso è a Palazzo Madama in quota Pd. Il suo è uno dei nomi più trasversali per le forze di governo.

Paolo Gentiloni: ex premier potrebbe lasciare l’attuale incarico di Commissario europeo per gli affari economici a Bruxelles. E’ in Commissione Von der Leyen appoggiato dalla maggioranza giallorossa del secondo governo Conte. Gentiloni sarebbe voluto dalla sinistra.

Giuliano Amato: veterano della politica italiana, due volte presidente del Consiglio dei ministri italiani e vari incarichi da ministro, è oggi, vicepresidente della Corte costituzionale. Nel suo caso, come in quello di Gianni Letta, l’età avanzata (ha quasi 84 anni) è compensata dalla trasversalità delle relazioni politiche che ha.
Anche lui portato tra i nomi preferiti dalla sinistra italiana.

Marta Cartabia: l’attuale ministra della Giustizia, prima donna ad aver presieduto la Suprema corte italiana, potrebbe fare anche il prossimo presidente del Consiglio se Draghi, dovesse passare al Colle.

Paola Severino: ex ministro della Giustizia italiana nel governo guidato da Mario Monti, è uno dei nomi che circolano in caso di elezione di una figura super partes agli schieramenti politici.

Filippo Patroni Griffi: sottosegretario alla presidenza del Consiglio durante il governo Letta, ex ministro della Pubblica amministrazione del governo Monti e oggi presidente del Consiglio di Stato, potrebbe essere eletto come figura super partes.

Elisabetta Belloni: direttrice generale del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza che coordina le attività di intelligence, potrebbe essere anche lei una figura super partes. Ma secondo qualcuno potrebbe andare meglio alla Presidenza del consiglio dei ministri piuttosto che alla Presidenza della Repubblica italiana.

Andrea Ricciardi: ieri mattina è emerso anche da parte del movimento 5 stelle e del pd, il nome del fondatore della Comunità di sant’Egidio. Nome che potrebbe essere appoggiato anche dal centro destra.

Carlo Nordio: ex magistrato. Inizia a esercitare la professione nel 1977 e nel corso della sua carriera è stato procuratore aggiunto di Venezia, nonché titolare dell’inchiesta sul Mose. Negli anni Ottanta, si è contraddistinto per le indagini sulle Brigate Rosse, mentre negli anni Novanta ha preso parte a numerose inchieste riguardanti Tangentopoli. Nel corso della sua carriera si è occupato di reati economici, di corruzione e di responsabilità medica. Candidatura proposta dalla Meloni in mattinata, e che potrebbe trovare ampio consenso pure nel centro destra.

Tra i possibili nomi per il Colle (per eventuale successione al premier in caso di sua elezione), emergono poi anche quelli di molti ministri che attualmente sono al governo: come nel caso del ministro Vittorio Colao, Daniele Franco, Dario Franceschini, Giancarlo Giorgetti, Lorenzo Guerini e Renato Brunetta.

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