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Paura a Primavalle. Un bambino di 3 anni è precipitato in un pozzetto della raccolta delle acque piovane (dimensione 50×50, altezza di circa metri 4.70) che si trova in un’area di cantiere di via Stefano Borgia. Recuperato dai pompieri il bambino è stato poi portato subito in ospedale.

L’incidente è avvenuto intorno alle ore 11:00 di questa mattina di sabato 12 giugno, con l’intervento dei vigili del fuoco con la squadra di Montemario e gli Usar. Il celere intervento dei pompieri ha fatto sì che il bambino si salvasse.

Fortuna anche che il pozzo non fosse tanto profondo. Il piccolo è ora in prognosi riservata.

Resta da comprendere come il bambino sia arrivato fin lì. Sono infatti in corso le indagini da parte dei carabinieri della Stazione di Montespaccato e quelli della Compagnia Roma Trastevere.

Tale incidente fa subito arrivare alla mente quello di Alfredino Rampi. Che cadde il giorno 10 giugno 1981, alle ore 19.00 in un pozzo lungo oltre 80 metri di profondità.

L’Italia rimase per tre giorni con il fiato sospeso incollata alla tv. Fu calata al bimbo una tavoletta legata a una corda che resto’ incastrata e che comporto’ in seguito difficolta’ insormontabili per far giungere ad Alfredino soccorsi di ogni genere. Intanto, un microfono sensibilissimo fu calato ad alcuni metri di distanza dal bimbo. E cosi’ a tutti gli italiani fu possibile ascoltare per quasi due giorni le invocazioni di aiuto di Alfredino, mentre da quel momento ebbe inizio il drammatico dialogo tra il piccolo e il vigile del fuoco Nando Broglio. Non si lascio’ niente di intentato: un ”uomo ragno” cerco’ di rimuovere la tavoletta e si comincio’ a scavare con una trivella. E intorno, tantissima gente, venuta non soltanto da Roma ma anche da citta’ vicine nella speranza di vederlo uscire salvo.

Intanto ad Alfredo veniva fatto bere saccarosio da una flebo calata giu’ nel cunicolo. Anche il presidente della Repubblica Sandro Pertini si reco’ sul luogo della tragedia e volle parlare con il bimbo. Poi, all’ottimismo che aveva preso un po’ tutti i presenti nel pomeriggio del secondo giorno di soccorsi, quando la trivella era scesa a 31 metri, a poco a poco si sostitui’ l’angoscia. Alfredino era scivolato di altri 30 metri. E tutto avvenne in una interminabile diretta televisiva delle due reti della Rai. Vani furono anche gli sforzi dei volontari Angelo Licheri e Donato Caruso, che si calarono nel pozzo e piu’ volte cercarono di legarlo.

All’alba del terzo giorno il bimbo mori’.

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