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“Ho visto le parole del Santo padre, a cui vorrei esprimere la mia personale gratitudine e del governo.

Vorrei ribadire che noi stiamo cercando la pace, io la sto cercando, veramente, gli altri leader europei, francesi e tedeschi in particolare, la stanno cercando.

Hanno avuto, e avrò anche io, colloqui con Putin. Questa è la prima importante cosa da tenere a mente. Non siamo in guerra perché si segue un destino bellico. Si vuole la pace innanzitutto”. Così il premier, Mario Draghi, alla conclusione del Consiglio europeo a Bruxelles e dopo aver sentito le parole di preghiera del Santo Padre a Roma in collegamento con tutte le chiese del mondo, per la Consacrazione al cuore Immacolato di Maria della Russia e dell’Ucraina. Dell’Umanità intera.

Il premier ha poi anche sottolineato che “Il modo migliore per dimostrare di volere la pace è cessare le ostilità e sedersi al tavolo, altrimenti vuol dire che si spera di guadagnare terreno. A un certo punto sicuramente verrà un tavolo di pace. Ma speriamo che arrivi prima della distruzione totale dell’Ucraina. Prima che avvenga quello che purtroppo è avvenuto con l’Unione Sovietica quando invase Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia”. Il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, manda un messaggio chiaro, fermo, anche alla sua maggioranza, rispondendo alle domande di un cronista che ne sottolinea le fibrillazioni, a cominciare dalla partita delle spese militari al 2% del Pil.

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