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Un poliziotto di 58 anni, Candido Avezzù, è morto ieri domenica 29 agosto dopo aver contratto il covid presso l’hotspot di Taranto. A darne notizia oggi è Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap). “Un altro collega ci lascia a causa di questo maledetto Covid – sbotta l’agente – era in forza al Reparto Mobile di Taranto e dal 13 al 23 luglio era in trasferta a Taranto, dove è stato impegnato presso l’hotspot che ospitava 300 migranti, 33 dei quali positivi”.

Situazione drammatica che il sindacato aveva già denunciato all’epoca dei fatti. “A distanza di un mese, arrivano ora le terribili conseguenze” di questa condizione di lavoro in cui vive tutta la polizia.

“Uno dei colleghi risultato positivo, ci ha lasciato”, ha annunciato Conestà. “Ci impongono assurde regole come il green pass nelle mense e poi ci mandano al macello, in mezzo alla folla, negli hotspot, a contagiarci e a mettere a rischio le nostre famiglie oltre che i nostri colleghi”.

Candido Avezzù, poliziotto in servizio al reparto mobile di Padova e residente a Mestre: si sarebbe ammalato di Covid in una forma grave che lo aveva portato al ricovero in ospedale, dove è rimasto in cura per circa un mese. Gli sforzi dei medici, però, non sono bastati. «Entro in lntensiva», aveva scritto lui stesso in un post datato 10 agosto a cui erano seguiti tantissimi messaggi da parte di amici e conoscenti.

“C’erano stati dei disordini, con la fuga di alcuni migranti – ricorda ora il sindacato – e già in quei giorni avevamo denunciato la situazione, con i relativi rischi per il personale di polizia». A pochi giorni di distanza, spiega il Mosap, tre poliziotti erano risultati contagiati, tra cui Avezzù.

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