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E’ accaduto, alcuni giorni fa, all’ospedale Molinette di Torino, dove sono state salvate mamma e figlia ancora in gestazione, con un intervento salvavita di neurochirurgia, grazie ad un team di esperti in neurochirurgia, ginecologia, ostetricia e neonatologia, che hanno lavorato stretto contatto in sala operatoria aiutandosi e coordinandosi gli uni, gli altri, tra di loro.

Mentre la madre veniva sottoposta a intervento neurochirurgico d’emergenza, in contemporanea con il cesareo, e veniva fatta nascere anche la piccolina che portava in grembo.

La gravidanza della donna procedeva molto bene, quando all’improvviso ha avuto forti mal di testa, alla trentunesima settimana di gestazione.

Così la giovane mamma (33 anni), è stata subito trasferita alla Città della Salute di Torino per un’improvvisa lesione cerebrale. Il quadro era apparso subito agli specialisti, molto compromettente.

Così, spiegano dalle Molinette «Mentre i neurochirurghi concentravano tutti i loro sforzi per intervenire sulla donna, ginecologi, ostetrici e pediatri neonatologi si sono dedicati alla salute della bambina che la mamma portava in grembo, la cui sopravvivenza era messa in particolare pericolo dalle condizioni di salute della sua mamma.

L’intervento neurochirurgico è stato eseguito dal professor Diego Garbossa, dalla dottoressa Francesca Vincitorio, dal dottor Ludovico Comite e dal dottor Roberto Racca, insieme all’anestesista Giorgio Passalacqua, del reparto anestesia e rianimazione 2 (diretto dal dottor Roberto Balagna).

Il cesareo, senza complicanze, è stato invece effettuato dal professor Luca Marozio e dal dottor Maurizio Giarola, dell’équipe della professoressa Benedetto. La neonata è stata poi anche affidata alle cure amorevoli cure della dott.ssa Alessandra Coscia, della dott.ssa Elena Maggiora e del dott. Pierclaudio Murru, del reparto di neonatologia, coordinato dal professor Bertino.

Dopo la prima assistenza in sala operatoria, la piccola è stata trasportata subito nella sala di terapia intensiva neonatale dell’università, ospedale di Sant’Anna di Torino, dove ha già potuto conoscere e essere presa in braccio dal suo papà, grazie anche all’alimentazione della banca del latte umano. Terminato l’intervento, la mamma è stata poi ricoverata in neurorianimazione, reparto diretto dalla dott.ssa Roberto Balagna e, dopo un solo giorno di distanza, grazie alla sua rapida ripresa, è stata trasferita poi, prima in neurochirurgia e poi in ostetricia e ginecologia universitaria del Sant’Anna, dov’è arrivato anche il suo più grande regalo di Natale: incontrare la sua piccola, appena nata.

ph crediti corriere.it

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