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Alla conferenza istituzionale sulle droghe che si è tenuta questa mattina a Genova, la prima dopo 12 anni, hanno partecipato circa la metà dei ministri del governo. Ad organizzarla la ministra delle politiche giovanili con la delega agli stupefacenti Fabiana Dadone che ha dichiarato nel suo intervento: «E’ una scelta che l’Italia dovrebbe valutare ma bisogna riuscire a raggiungere la maggioranza al Parlamento. È questo il punto delicato. Il potere su quel fronte spetta alla competenza parlamentare, il governo deve fare un lavoro istruttorio, e lo dico con estrema umiltà, perché il governo possa prendere la decisione giusta».

Dibattito acceso tra il segretario della lega, ex ministro dell’interno Matteo Salvini e il ministro del lavoro Andrea Orlando.

«Ogni anno nel nostro Paese c’è più di un morto al giorno per overdose. Questo dimostra come l’approccio repressivo degli ultimi anni non si sia fatto carico della fragilità. Per la lotta alla droga ci vuole una linea internazionale. Nel momento in cui un partner non proprio irrilevante e un alleato non proprio trascurabile come la Germania sembra cambiare profondamente linea (il riferimento è al programma di governo annunciato da Olaf Scholz, il prossimo premier, nel quale si parla anche di cannabis legale , ndr), credo sia inevitabile che qualche riflessione si faccia anche nel nostro Paese, anche perché quella scelta determinerà dei riflessi che riguarderanno anche il nostro Paese, lo si voglia o no, in un mercato unico senza frontiere». Dice Orlando del Pd.

«È molto preoccupante che un ministro della Repubblica, anziché ascoltare le tante comunità di recupero che eroicamente salvano migliaia di ragazzi e combattono le dipendenze tutti i giorni, parli con leggerezza di droga. La Lega è dalla parte della vita e dei giovani: il ministro del Lavoro si occupi di lavoratori, precari e cassaintegrati, lasci che di lotta alla droga si occupino famiglie, esperti e comunità». Gli fa eco l’ex ministro e segretario della Lega Matteo Salvini.

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