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Aereo militare è precipitato questa mattina poco prima di mezzogiorno sul monte Legnone, la cima più alta della provincia di Lecco, a 2.600 metri di quota, nei pressi dell’abitato di Pagnona. Il jet si sarebbe incendiato in volo, per poi schiantarsi al suolo. In molti nella zona di Colico hanno visto la «palla di fuoco» solcare il cielo lariano per poi precipitare sulla cima del Legnone, al confine con le province di Sondrio e Bergamo. Il boato è stato percepito distintamente in tutta la zona. Una densa nube nera si è alzata dalla vetta della montagna, ben visibile a diversi chilometri di distanza.

I piloti, entrambi collaudatori di Leonardo spa e aziende private, uno italiano e uno straniero, si sono paracadutati. L’italiano è stato individuato poco dopo su un «balcone» di roccia: recuperato in fondo a un canalone, è stato portato in salvo ed è ricoverato con un trauma facciale. L’altro, di nazionalità inglese, purtroppo è stato trovato morto.

L’aereo partito dalla base di Venegono (Varese): un Alenia Aermacchi T-346A di Leonardo spa, con registrazione MM 55218, stava facendo un volo di addestramento prima della consegna alle forze militari: era in fase di test post produzione. Non apparteneva ancora ufficialmente all’Aeronautica militare italiana. Fonti spiegano che il velivolo stava effettuando un volo di collaudo in uno spazio aereo militare dedicato nella parte superiore del lago di Como.

Si tratterebbe di un addestratore pre-operativo più avanzato oggi esistente al mondo.

ph crediti newsprima

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