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La storia di Giacomo Lionello sconvolge un’intera comunità. La città di Porto Viro (Rovigo) e l’Italia. Il bimbo che avrebbe compiuto 6 anni a settembre è morto dopo un’agonia durata un giorno e mezzo e su cui grava il sospetto di una grave sottovalutazione da parte dei medici che lo hanno curato. Il piccolo infatti è stato ricoverato in tre ospedali diversi in poco più di 24 ore, con una situazione clinica altalenante fino al tragico epilogo, lunedì mattina alle 7 è morto nel reparto di Terapia intensiva della clinica pediatrica di Padova.

Prima tappa all’ospedale di Adria: Giacomo si era sentito male sabato notte, accusando vomito e dolori alla pancia. Diagnosi: gastroenterite e dimissioni con ritorno a casa. Qui  la situazione peggiora e domenica pomeriggio viene trasportato all’ospedale di Chioggia, dove è colpito da tre arresti cardiaci in poche ore. Infine, la corsa disperata a Padova, centro di riferimento in Regione per la rianimazione pediatrica. All’alba di  lunedì, la tragica notizia: per lui è stato fatale l’ultimo, devastante arresto cardiaco.

Ora una commissione di inchiesta farà delle indagini. Inviati i commissari nei reparti che hanno cercato di curare il piccolo. “Saranno accertamenti super partes, per ricostruire il percorso, sentire gli operatori di tutti gli ospedali e valutare le cartelle cliniche -ha annunciato il governatore della regione Veneto Luca Zaia -. Davanti a una tragedia come questa, non potevamo fare altrimenti. Immagino che altre autorità apriranno un fascicolo”.

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