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La grande impresa sfuma sul più bello, proprio quando sembrava di potersela giocare sino alla fine, con l’Italia ancora in fiato sospeso. Emirates Team New Zealand vince la 36ª edizione della Coppa America battendo Luna Rossa nella regata decisiva, la decima della serie, disputata nella notte al largo di Auckland.

Il traguardo finale era fissato a sette vittorie, grazie alle quali mettere il sigillo sulla competizione velica più importante al mondo e i neozelandesi ci sono arrivati prima del nostro equipaggio, con tre regate di anticipo, fissando il risultato finale sul 7-3. Successo meritato quindi per i forti Kiwi che si riconfermano campioni per la seconda edizione consecutiva e per la quarta volta da quando partecipano alla Coppa America. Resta tanto amaro in bocca, ma l’imbarcazione tricolore un obiettivo importante lo aveva già raggiunto qualche settimana prima, aggiudicandosi la vittoria della Prada Cup, come nel 2000 (allora si chiamava Louis Vuitton Cup).

Nonostante la delusione, va ricordato che la sesta campagna di Luna Rossa in Coppa America è stata la migliore di sempre: ha ottenuto infatti la seconda vittoria in finale nella storia della vela italiana, è diventata la prima barca italiana a vincere due regate in una serie di Coppa America e a trovarsi parzialmente in vantaggio, dopo la prima vittoria ottenuta nelle regate del 12 marzo.

Lo scarto finale di 7-3 è stato inoltre il meno netto fra tutti i confronti avuti con i neozelandesi nella competizione. Piccola curiosità : uno dei segreti dei neocampioni di Coppa America è costituito dai “mates”, veri angeli custodi dell’equipaggio neozelandese, una ventina di milionari filantropi che sostengono incondizionatamente il progetto, il cui team principal, guarda caso è un imprenditore di origini italiane, Matteo De Nora, nipote del pugliese Oronzio Giuseppe Galileo De Nora, inventore dell’Amuchina.

Il progetto Luna Rossa nasce nel 1997, fortemente voluto dall’armatore e imprenditore Patrizio Bertelli, che ha dato il via a questa serie di imbarcazioni che sono state sicuramente ottimi veicoli pubblicitari per il “Made in Italy” nel mondo. La novità più recente è rappresentata dai due foil laterali, due braccia meccaniche che fendendo l’acqua generano propulsione e spinta, dando quindi velocità. Non ci resta quindi che essere orgogliosi di questo brillante percorso di Luna Rossa, perché anche non portando a casa il successo finale, l’Italia ha dimostrato di essere molto avanti nel settore dell’ingegneria navale e questo è un segnale di fiducia per la ripresa dell’intero Paese.

Photo Credit Eurosport.it

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