Celebrato a Roma il centenario del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, alla presenza del ministro Marina Calderone e del comandante generale dell’Arma Salvatore Luongo. Il bilancio delle attività dal 2016 al settembre 2026: 173.482 aziende controllate, 77.760 lavoratori in nero individuati e oltre 433 milioni di euro tra sanzioni e ammende. Emesso anche un francobollo commemorativo dedicato alla ricorrenza.
Cent’anni di attività a tutela della dignità dei lavoratori, della sicurezza nei luoghi di lavoro e della legalità nel mercato occupazionale. Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro celebra un secolo dalla propria istituzione e traccia il bilancio di un impegno che, nel corso degli anni, si è concentrato sul contrasto al lavoro sommerso, allo sfruttamento, alle frodi assistenziali e alle infiltrazioni della criminalità organizzata.
La cerimonia celebrativa si è svolta alle ore 9.30 presso la sede del Comando Unità Mobili e Specializzate Palidoro, a Tor di Quinto, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo.
Un anniversario importante, che ha rappresentato anche l’occasione per presentare i risultati delle principali attività investigative e ispettive condotte su tutto il territorio nazionale, in stretta collaborazione con i reparti territoriali dell’Arma e con le istituzioni competenti.
Cent’anni di tutela della dignità e della sicurezza dei lavoratori
«Celebriamo il centenario del comando di specialità più antico dell’Arma, con competenze e specializzazioni che oggi sono fondamentali per la tutela della regolarità e della sicurezza nei rapporti di lavoro», ha dichiarato la ministra Marina Calderone, sottolineando il valore della collaborazione con i comandi territoriali dei Carabinieri.
La ministra ha inoltre ricordato il significato della presenza delle forze dell’ordine sul territorio, definendola espressione concreta di uno Stato che protegge e assiste i cittadini.
Il comandante generale Salvatore Luongo ha ribadito la centralità della tutela della persona e del rispetto delle leggi: l’obiettivo, ha sottolineato, è consentire a tutti di lavorare nelle migliori condizioni, attraverso un’azione coordinata con il Ministero del Lavoro, l’INPS e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Oltre 173 mila aziende controllate in dieci anni
I numeri presentati in occasione del centenario restituiscono la dimensione dell’attività svolta tra il 2016 e il 30 settembre 2026 nell’ambito della vigilanza in materia di lavoro, salute e sicurezza.
Nel periodo considerato, i controlli hanno interessato 173.482 aziende e le posizioni di 550.116 lavoratori. Le verifiche hanno permesso di individuare 137.215 lavoratori irregolari, di cui 77.760 completamente in nero.
Per le ipotesi di lavoro nero e per le gravi violazioni in materia di sicurezza sono stati adottati 27.437 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale.
Il bilancio economico delle sanzioni ha superato complessivamente i 433 milioni di euro, di cui oltre 281 milioni riferiti a sanzioni amministrative e più di 152 milioni ad ammende penali.
Sul fronte della polizia giudiziaria, le persone deferite all’Autorità giudiziaria sono state 78.923: 765 sono state tratte in arresto e 78.158 denunciate in stato di libertà.
Lavoro minorile e immigrazione: migliaia di situazioni irregolari
Una parte significativa dei controlli ha riguardato anche il lavoro minorile e l’impiego di cittadini stranieri.
Nel periodo analizzato sono stati controllati 156.310 lavoratori extracomunitari, con l’individuazione di 5.829 persone prive di regolare titolo di soggiorno. Le verifiche hanno interessato anche 6.247 minori e portato all’accertamento di 2.580 casi di occupazione illecita di minori.
L’attività ispettiva ha inoltre consentito di individuare 983 truffe previdenziali, per un danno stimato in circa 145 milioni di euro, con il recupero di oltre 59,6 milioni di euro di contributi evasi.
Risultati che evidenziano come il contrasto alle irregolarità lavorative sia strettamente collegato alla tutela dei diritti individuali, alla corretta gestione delle risorse pubbliche e alla salvaguardia delle imprese che rispettano le norme.
Sicurezza sul lavoro: individuati oltre 1.200 falsi attestati
Particolare attenzione è stata dedicata alla prevenzione degli illeciti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nel triennio 2024-2026, secondo i dati diffusi per il centenario, i Carabinieri hanno sviluppato 207 indagini penali su tutto il territorio nazionale, deferendo 510 soggetti all’Autorità giudiziaria.
Le investigazioni hanno consentito di individuare e bloccare 1.287 falsi attestati di formazione e di idoneità sanitaria, oltre all’esecuzione di 212 decreti di sequestro.
Le indagini hanno riguardato condotte finalizzate a eludere gli obblighi di legge e a ottenere risparmi illeciti sulle certificazioni obbligatorie. La falsificazione di questi documenti può compromettere l’efficacia dei controlli e mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori, privandoli delle garanzie previste dalla normativa.
Frodi all’INPS e Reddito di Cittadinanza
Tra gli ambiti di intervento rientra anche il contrasto alle truffe ai danni dell’INPS. Nel quadriennio 2023-2026 sono state portate a termine 327 indagini, di cui 210 condotte autonomamente e 117 in collaborazione con i reparti territoriali.
Gli accertamenti hanno portato al deferimento di 231 persone e fatto emergere indebite percezioni di prestazioni assistenziali per un valore complessivo di 5.571.136 euro. Sono stati inoltre eseguiti 14 sequestri per un importo di 150.697 euro.
Il bilancio comprende anche le verifiche storiche sul Reddito di Cittadinanza, effettuate tra aprile 2019 e settembre 2024. I controlli sui luoghi di lavoro hanno permesso di individuare 3.386 percettori irregolari, mentre ulteriori verifiche sui requisiti hanno riguardato altri 17.589 beneficiari.
Complessivamente, l’attività investigativa ha portato al deferimento di 8.237 soggetti e all’accertamento di erogazioni prive dei requisiti di legge per 36.667.814 euro.
Sono stati effettuati anche controlli incrociati su 51.926 posizioni relative a soggetti destinatari di misure cautelari limitative della libertà personale. In 18.723 casi le verifiche hanno dato esito positivo, determinando le conseguenti revoche o rideterminazioni del beneficio da parte dell’INPS.
Caporalato e sfruttamento: individuati oltre 17 mila lavoratori vittime
Il contrasto all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, previsto dall’articolo 603-bis del Codice penale, rappresenta una delle priorità del Comando.
Tra novembre 2016 e agosto 2026, i Carabinieri hanno condotto 1.388 operazioni di polizia giudiziaria, che hanno portato al deferimento di 3.138 persone, 530 delle quali arrestate.
Le attività hanno permesso di individuare e proteggere 17.573 lavoratori vittime di sfruttamento, tra cui 5.965 impiegati completamente in nero. Tra le persone coinvolte figurano anche 1.919 lavoratori privi di un valido titolo di soggiorno.
L’agricoltura si conferma il settore maggiormente colpito, seguita da industria, terziario ed edilizia. Per favorire la protezione delle vittime e consentire loro di uscire da situazioni di sfruttamento, sono stati avviati 671 procedimenti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale.
Decreti Flussi e pratiche fraudolente: analizzate oltre 690 mila istanze
Un altro fronte investigativo riguarda il favoreggiamento dell’immigrazione irregolare collegato allo sfruttamento lavorativo, con particolare riferimento all’uso fraudolento dei Decreti Flussi.
Dal mese di ottobre 2022, il Comando ha sviluppato un metodo di analisi e investigazione su scala nazionale per individuare eventuali sistemi organizzati finalizzati a monopolizzare l’inoltro delle domande di ingresso per lavoro e delle pratiche di emersione.
Secondo quanto emerso dalle indagini, alcune consorterie criminali avrebbero predisposto pratiche fittizie chiedendo ai lavoratori somme comprese tra 4.000 e 20.000 euro per ciascuna istanza. Un sistema che, oltre a esporre le persone a richieste economiche illecite, avrebbe penalizzato le aziende regolari e i lavoratori realmente interessati a entrare nel mercato occupazionale.
L’attività investigativa ha consentito di analizzare 690.366 istanze di ingresso, individuandone 94.598 considerate fraudolente. Le indagini hanno portato al deferimento di 1.107 persone e all’arresto di 64 soggetti. Numerosi procedimenti sono stati coordinati dalle Direzioni Distrettuali Antimafia e dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
Un francobollo per celebrare il centenario
A completare le celebrazioni è stata l’emissione, annunciata da Poste Italiane nella giornata dell’anniversario, di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica «I Valori sociali», dedicato al centenario del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro.
Il bozzetto, ideato da Antonio Bandiera e Tommaso Errico e successivamente ottimizzato dal Centro Filatelico dell’Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, raffigura lo stemma araldico dell’Arma inserito in una grande ruota dentata, simbolo del valore costituzionale del lavoro e richiamo all’emblema della Repubblica.
Le tonalità blu e rosse richiamano l’identità cromatica dei Carabinieri. La dicitura «100° ANNIVERSARIO CARABINIERI PER LA TUTELA DEL LAVORO», insieme alla scritta «ITALIA» e all’indicazione della tariffa postale, completa il tributo a un secolo di attività.
Un impegno che guarda al futuro
Il centenario rappresenta un’occasione per ripercorrere i risultati raggiunti e ribadire l’importanza di un presidio specializzato nella tutela del lavoro. L’evoluzione delle tecnologie, l’analisi documentale e la cooperazione tra istituzioni costituiscono strumenti sempre più importanti per individuare le irregolarità e contrastare i sistemi criminali.
L’obiettivo resta quello di proteggere la dignità delle persone, garantire condizioni di lavoro regolari e sicure, tutelare le risorse pubbliche e difendere le imprese che operano nel rispetto delle regole. Un’attività che, a cento anni dalla fondazione del Comando, continua a rappresentare un elemento centrale nella salvaguardia della legalità e dei diritti dei lavoratori.
ph credit Comando Generale ARMA DEI CARABINIERI