Ambulanza 7
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L’aumento dei prezzi di benzina e gasolio pesa anche sulle associazioni di pubblica assistenza, impegnate ogni giorno nel trasporto di pazienti, persone fragili e cittadini che hanno bisogno di raggiungere ospedali e strutture sanitarie. In Lombardia, al momento, non si prospetta una sospensione dei servizi, ma le difficoltà economiche preoccupano soprattutto per il futuro dei trasporti sanitari semplici e delle attività sociali rivolte alle comunità più isolate.

A lanciare l’allarme è Stefano Ravasenghi, presidente di Anpas Lombardia, che, in un’intervista a Tgcom24 del 26 ottobre 2026, ha descritto le criticità che il caro carburanti sta creando per le associazioni del settore.

Emergenza-urgenza, per ora nessuna grave criticità

Secondo quanto riferito da Ravasenghi, l’aumento dei costi del carburante non sta attualmente provocando gravi criticità nel comparto dell’emergenza-urgenza in Lombardia. Anpas copre circa il 48% dei relativi servizi regionali e, in questo ambito, il peso della spesa per benzina e gasolio varia in base alla posizione geografica, alle distanze percorse e all’organizzazione degli interventi.

Per le convenzioni annuali destinate all’emergenza, con importi intorno ai 400.000 euro, il carburante incide per circa il 3-4% del totale rimborsato, secondo i dati riportati dal presidente.

Il quadro diventa più complesso quando si passa ai trasporti sanitari secondari, cioè ai servizi non legati direttamente all’emergenza-urgenza, come gli accompagnamenti verso strutture sanitarie per visite, terapie e altri appuntamenti medici.

Tariffe contenute e costi in aumento

In questo settore, le associazioni devono fare i conti con tariffe e rimborsi che rischiano di non essere più sufficienti a coprire le spese effettive. Le tariffe regionali sono state aggiornate, ma l’aumento dei costi registrato negli ultimi anni rende più difficile programmare le attività e garantire la sostenibilità economica dei servizi.

Un esempio riguarda il trasporto di un paziente dializzato entro i 15 chilometri nei Comuni con oltre 150.000 abitanti: il rimborso massimo indicato è di 30,72 euro con un’autovettura e un solo autista, oppure di 58,88 euro con un’ambulanza e un equipaggio di due persone. Per le tratte superiori ai 30 chilometri, il contributo aggiuntivo è di 0,65 euro al chilometro per le auto e di 1,22 euro per le ambulanze.

Importi che, alla luce del rincaro dei carburanti e degli altri costi di gestione, possono mettere sotto pressione i bilanci delle associazioni, soprattutto nei territori in cui le distanze da percorrere sono maggiori.

Il ruolo fondamentale dei volontari

Una risorsa decisiva è rappresentata dal volontariato. In Anpas Lombardia, ha spiegato Ravasenghi, operano circa 16.000 volontari a fronte di 950 dipendenti. Il contributo delle persone che mettono gratuitamente a disposizione il proprio tempo permette di contenere i costi e di mantenere attivi numerosi servizi, in particolare quelli sanitari non urgenti.

Questo impegno, tuttavia, non può eliminare del tutto il peso delle spese per carburante, manutenzione e gestione dei mezzi. Le associazioni devono inoltre confrontarsi con un contesto economico e geopolitico instabile, che rende difficile stabilire con precisione i budget necessari e pianificare le attività nel lungo periodo.

Il rischio di far ricadere i rincari sui cittadini più fragili

Una delle preoccupazioni principali riguarda l’eventualità che l’aumento dei costi venga trasferito sugli utenti attraverso tariffe più elevate. Una scelta che potrebbe penalizzare proprio le persone con maggiori difficoltà economiche, costrette a sostenere spese aggiuntive per raggiungere ospedali e strutture sanitarie.

Il rischio, sottolinea il presidente di Anpas Lombardia, è che alcuni cittadini siano indotti a ridurre gli spostamenti per visite e terapie a causa dei costi del trasporto. Una prospettiva particolarmente delicata per chi necessita di cure frequenti e non dispone di una rete familiare in grado di garantire gli accompagnamenti.

Il problema non riguarda soltanto gli ospedali. Le associazioni svolgono anche attività di sostegno quotidiano, come accompagnare le persone a fare la spesa e consegnare farmaci a domicilio. Interventi che possono sembrare semplici, ma che rappresentano un aiuto essenziale per anziani, malati, persone con disabilità e cittadini che vivono in zone periferiche o isolate.

La richiesta di correttivi economici

Per affrontare la situazione, Ravasenghi propone un confronto tra Regione Lombardia, istituzioni nazionali e reti del soccorso, con l’obiettivo di individuare correttivi economici o forme di ristoro che consentano di compensare almeno in parte il peso del caro carburanti.

L’obiettivo è evitare che l’aumento delle spese finisca per gravare sugli utenti o sulle risorse interne delle associazioni, mettendo a rischio la continuità delle attività. Le misure di contenimento dei prezzi possono offrire un sostegno, ma sarà necessario valutare l’effettivo impatto sui bilanci alla chiusura dell’anno.

«Nessuna sospensione dei servizi»

Nonostante le difficoltà, Anpas Lombardia rassicura sul fatto che, allo stato attuale, non sono previste interruzioni dei servizi né chiusure delle sedi. La situazione richiede attenzione, ma le associazioni intendono continuare a garantire sia il soccorso sia i trasporti sanitari semplici.

Resta però la necessità di interventi che rendano economicamente sostenibile un’attività fondamentale per il territorio. Il lavoro dei volontari, la vicinanza alle comunità e l’attenzione alle persone più vulnerabili costituiscono una risorsa preziosa, ma non possono rappresentare l’unica risposta a un aumento strutturale dei costi.

La sfida è trovare un equilibrio che permetta alle associazioni di continuare a operare senza trasferire il peso della crisi sulle famiglie e, soprattutto, senza costringere le persone più fragili a rinunciare a un accompagnamento o a un servizio di cui hanno bisogno.