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Un nuovo studio ritiene che il cuore solido del nostro pianeta può variare, passando da metallo duro a semimorbido fino ad arrivare a stato liquido.

Da mezzo secolo l’interno della Terra è immaginato come vuoto.

I geofisici, per comprenderne la composizione e la natura, si affidano dunque alle onde sismiche generate dai terremoti.

La scoperta sul “nuovo mondo” all’interno della Terra arriva grazie al geofisico Rhett Butler, presso l’Hawaii Institute of Geophysics and Planetology, raccontando che la scoperta è avvenuta a causa di numeri non corrispondenti. Lo studioso stava osservando come le onde sismiche create da grandi terremoti in cinque diverse località viaggino attraverso il nucleo terrestre fino ad arrivare all’esatto lato opposto del globo.

Ma i conti non tornavano: le onde di taglio dei terremoti, che avrebbero dovuto passare attraverso una solida sfera di metallo, venivano invece deviate in alcune aree.

Butler sapeva che la matematica delle onde sismiche era corretta, da qui l’ipotesi che la struttura del nucleo potesse essere diversa da come la si era descritta in precedenza. Butler e il suo coautore hanno scoperto che le onde osservate funzionavano se, invece di essere una palla solida, il nucleo avesse sacche di ferro liquido e “molle” semi solido vicino alla sua superficie.

photo crediti tecnologialibero.it

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