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Da Lunedì 12 aprile la regione Lombardia tornerà ad essere  in zona arancione dopo 28 giorni di restrizioni da zona rossa. Merito, tra l’altro, del calo dell’indice Rt, arrivato a 0,85, sotto la media nazionale (0,92) e dell’incidenza dei contagi che è scesa a 183 casi ogni 100mila abitanti. La regione non sarà dunque sola: quasi tutta Italia sarà inserita nella fascia “intermedia” di rischio, in rosso resteranno soltanto Val d’Aosta, Calabria e Puglia, raggiunte anche dalla Sardegna che in un mese è passata dalla zona bianca a quella rossa. Ecco allora che cosa si potrà fare e cosa no.

Permane il coprifuoco. Si continua a circolare dalle ore 5 alle ore 22 nel proprio Comune. Consentita una visita quotidiana a casa di parenti o amici, nello stesso Comune, in massimo 2 persone più figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi. 

Dai Comuni fino a 5.000 abitanti, spostamenti consentiti entro i 30 chilometri dai confini, non nei capoluoghi. 

Possibile spostarsi in altri Comuni per lavoro, salute o necessità o per servizi non presenti nel proprio.  Comprovati motivi di lavoro, salute  e necessità se necessari per varcare anche i confini regionali. Per spostarsi bisogna sempre dimostrare le proprie esigenze, con autocertificazione.

Centri commerciali e negozi

I negozi degli shopping center resteranno chiusi nei weekend e nei festivi e prefestivi. Riapriranno invece i negozi al dettaglio, che erano rimasti chiusi in zona rossa perché non rientravano nelle categorie ammesse all’apertura (farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie, edicole, librerie, vivai, che saranno aperti sempre anche nei centri commerciali). Via libera, anche per centri estetici, parrucchieri e barbieri. Tornano a lavorare anche gli ambulanti di generi non alimentari, che nei giorni scorsi avevano scioperato con proteste di piazza.

Palestre

Rimangono chiuse palestre, saune, piscine e centri fitness.  L’Associazione lombarda Arisa ha lanciato nei giorni scorsi l’allarme, spiegando che tra il 5 e 10% delle palestre lombarde non riaprirà mai più.  La speranza è tutta riposta nel mese di maggio.  Ma attenzione, si ricorda che in quel periodo con l’arrivo dell’aria tiepida, la gente preferirà poi allenarsi e fare sport all’aria aperta.

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