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“Il declino non è un destino, il declino è una scelta che si può invertire. Trasformeremo questa epoca infame in un nuovo Risorgimento italiano”. Giorgia Meloni, presidente di Fdi in occasione della Conferenza programmatica della 3 giorni, che è iniziata ieri a Milano. “Vogliamo -ancora, ha detto la leader del partito di centro destra – dire basta all’approccio ideologico che tiene l’Italia ostaggio, da Patria del fare al Paese dei no”.

“L’accusa che ci viene formulata di non avere una classe dirigente adeguata a governare una nazione è ridicola” – ha continuato Giorgia Meloni -. “L’talia si trova in mezzo a una guerra con Di Maio agli Esteri il problema della classe dirigente ce l’ha Fdi?” Meloni ha spiegato che aver invitato alla conferenza “molte autorevoli personalità che non fanno parte di Fratelli d’Italia e che noi siamo pronti a coinvolgere per dare a questa nazione la proposta più seria possibile. E li voglio ringraziare perché sono tantissimi”.

“Non faremo i muli da soma dell’Occidente” – “Con la stessa fermezza con cui abbiamo invitato il governo italiano a mostrarsi leali con i nostri alleati, oggi chiediamo agli alleati di mostrarsi leali con l’Italia. Perché in questa crisi c’è chi paga di più e chi addirittura potrà guadagnarci. Per questo chiediamo un fondo di compensazione, cui partecipi l’Occidente nel suo complesso. Non posso accettare che Biden dica che le sanzioni avranno un impatto minimo sugli americani, perché qui l’impatto sarà massimo e sarà il caso che redistribuiamo i carichi perché non faremo i muli da soma dell’Occidente”, ha detto ancora la Meloni, nel suo intervento di ieri pomeriggio al Mico di Milano. Stracolmo di delegati, giornalisti, militanti, e anche esponenti di altri partiti, ex magistrati. Sociologi. Che vengono per la tre giorni “Italia, energia da liberare” da ogni parte d’Italia: Veneto, Lombardia, Sicilia, Campania. Ovunque.

“In questi 30 anni di ubriacatura le autocrazie si sono rafforzate. E la colpa principale ce l’ha l’Occidente, che ha rinunciato alla propria anima, che ha svenduto i suoi valori al miglior offerente”. “Per noi la risposta non è mai una simpatia per le autarchie, ma è restituire la dignità alle società occidentale”.

“Siamo pronti a ricostruire questa nazione sulle macerie di quella globalizzazione fallita. E la ricostruiremo seria, forte, libera, rispettata, produttiva. Non voglio dire che sia facile, ma è un compito per chi ha testa, cuore, coraggio. Un compito da patrioti”. “Negli ultimi decenni – ha detto Meloni – le élite globaliste hanno imposto i loro modelli economici pensando di piegare la realtà. Ma la realtà si impone sempre. Pandemia e guerra hanno spazzato via il castello di sabbia delle utopie globaliste”. E “pretendere di cancellare identità, famiglie, di trasformare l’uomo in un modello senz’anima è follia”.

“Se noi vogliamo che l’Italia diventi una grande nazione, allora siamo noi italiani che dobbiamo crescere”, ha aggiunto la leader Fdi. “È il tempo di un necessario ritorno al reale”.

“Più saliremo più sarà nostra responsabilità di tenere i piedi piantati per terra”. Così la leader di FdI, Giorgia Meloni, ha chiuso la sua relazione introduttiva, durata circa un’ora e dieci, alla Conferenza programmatica di Milano. “La nostra preparazione è stata lunga: più saliremo e più porteremo con noi i nostri sogni e tutto quello da cui veniamo. L’unica ragione per cui vogliamo arrivare in vetta è – conclude Meloni – perché sappiamo che da là possiamo guardare più lontano”.

Sono intervenuti tra gli altri, Daniela Santanché coordinatrice della regione Lombardia, il presidente della regione Sicilia Nello Mesumeci, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il giornalista e direttore del tg2 Gennaro Sangiuliano, Ignazio La Russa e tanti altri.

foto crediti agenziadire

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