In un’epoca dei social è molto importante diffondere una comunicazione efficace e rispettosa.
Sin dai banchi della scuola. Attraverso strumenti concreti per affrontare le sfide della comunicazione online, promuovendo comportamenti rispettosi e responsabili nella rete.
Fornendo attività educative su temi come la sicurezza online, il rispetto reciproco, e la gestione delle emozioni nel contesto digitale.
Partendo dalle scuole primarie, introducendo in modo ludico e interattivo concetti legati alla gentilezza e alla sicurezza online, e per ragazze e i ragazzi delle secondarie di primo grado, approfondire tematiche più complesse, come il cyberbullismo, l’uso consapevole dei social media e l’importanza della privacy.
Magari attraverso l’ora di educazione civica, organizzando incontri con persone qualificate quali psicologi, associazioni del territorio e Forze dell’ordine.
Entrambi i percorsi possono offrire un supporto prezioso per aiutare le nuove generazioni a navigare in modo sicuro e responsabile, promuovendo un ambiente digitale dove la gentilezza e il rispetto siano al centro delle interazioni.
In un mio recente libro, dal titolo “Educare al rispetto e all’amore: per le persone, l’ambiente, le cose e noi stessi”, che non è solo un libro, ma è anche un invito sincero alla consapevolezza, un percorso di crescita personale e collettiva, attraverso 61 capitoli ricchi di riflessioni, esempi e spunti concreti, accompagno il lettore in un viaggio che abbraccia ogni aspetto dell’essere umano: le relazioni, le emozioni, la cura del pianeta, il rispetto per sé stessi, il lavoro e la responsabilità sociale d’impresa (CSR), lo studio, il senso civico e spirituale, parlo anche della gentilezza.
Ho parlato dei rischi della rete, e di come possiamo evitarli.
Nel saggio educativo e formativo, infatti, sono presenti anche esempi concreti e poesie mirate. Nonché le prefazioni di due esperte del settore, che sono la dott.ssa Daniela Benedetto Psicologa e Psicoterapeuta – Terapeuta Emdr e insegnante di Mindfulness e la prof.ssa Berta Corvi docente di lingue e letterature straniere, formatrice e scrittrice, nonché attrice della II Edizione de Il Collegio. Serie televisiva molto seguita.
Nel libro è presente il racconto “Filtri”, che parla proprio ai giovani (e non solo) alla ricerca di autenticità nell’epoca dei social.
Seguiamo, infatti, un gruppo di adolescenti alle prese con maschere, pressioni e bisogno di approvazione, ma soprattutto, con il desiderio profondo di essere visti… per davvero.
Con uno stile semplice ma autentico, il mio libro vuole essere un seme. Uno strumento per chi desidera vivere con più attenzione, gentilezza e verità. Per chi sente che ogni cambiamento parte da dentro, ma può fare bene anche al mondo intero.
Perché amare e rispettare non è solo un’opzione: è la nostra scelta più importante. E ogni scelta, anche la più piccola, conta davvero!
Ho scritto FILTRI per parlare a tanti ragazzi e giovani che si sentono invisibili.
L’ho fatto per chi guarda il telefono e sente un vuoto.
Per chi si nasconde dietro uno schermo, perché dire “sto male” a voce alta fa tanta paura. Troppa paura.
Per chi si chiede se sia l’unico a sentirsi così. E non si apre con gli altri: genitori, educatori, zii e amici.
FILTRI non è solo una storia su social e adolescenti. È una storia su ciò che cerchiamo tutti, ossia: verità, ascolto e connessione.
Non quella fatta di Wi-fi, ma quella che nasce quando troviamo il coraggio di raccontarci davvero.
I personaggi di questo libro sono immaginari, ma le emozioni che vivono sono vere.
Le ho viste nei volti di ragazzi e ragazze che ho incontrato, e nei silenzi che gridano più di mille stories.
Le ho sentite in tanti articoli che ho scritto e in episodi di cronaca che mi hanno toccata più da vicino, nel profondo.
Viviamo immersi in una società che ci insegna a mostrarci, a correggere ogni dettaglio, a filtrare ogni emozione.
Eppure, come diceva San Carlo Acutis, la vera sfida è restare originali: essere fedeli a ciò che siamo nel profondo, anche se questo ci rende vulnerabili, imperfetti e diversi.
Questo romanzo è nato dal desiderio di raccontare quella sfida: il bisogno dei giovani di essere visti per davvero, oltre le apparenze.
FILTRI è una ricerca collettiva di verità.
È una domanda lanciata in mezzo al rumore:
Possiamo ancora guardarci negli occhi e riconoscerci?