È indagato per tentato omicidio l’agente della Polizia penitenziaria che domenica pomeriggio ha sparato tre colpi di pistola all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale di Prato durante il tentativo di fuga di un 22enne di origine marocchina.
Il giovane è stato raggiunto da un proiettile a una gamba. Le altre due pallottole sarebbero state esplose verso l’alto. L’episodio ha provocato momenti di forte tensione all’interno del reparto di emergenza, che è stato temporaneamente chiuso per consentire le operazioni di sicurezza.
Il tentativo di fuga
Secondo la ricostruzione finora disponibile, il 22enne era stato fermato nei pressi del carcere della Dogaia mentre avrebbe tentato di lanciare alcuni pacchetti contenenti droga all’interno dell’istituto penitenziario.
Durante il fermo era anche caduto, riportando alcune ferite, e per questo era stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Prato dagli agenti della Polizia penitenziaria.
Intorno alle 17, mentre si trovava su una barella con le mani ammanettate, il giovane si sarebbe improvvisamente alzato, avrebbe raggiunto un estintore e lo avrebbe scaricato all’interno del reparto, provocando confusione e concitazione.
Subito dopo avrebbe cercato di raggiungere l’uscita.
I tre colpi di pistola
Gli agenti lo avrebbero inseguito intimandogli di fermarsi. In quel momento uno degli operatori avrebbe estratto la pistola e sparato tre colpi.
I primi due sarebbero stati esplosi verso l’alto, mentre il terzo avrebbe colpito il 22enne a una gamba.
Il giovane è stato quindi soccorso e sottoposto alle cure mediche.
L’agente ora è indagato
La Procura ha aperto un’inchiesta e l’agente è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di tentato omicidio.
I suoi legali hanno ricevuto la comunicazione formale nella mattinata di lunedì. L’agente dovrebbe essere ascoltato nelle prossime ore alla presenza dei suoi difensori di fiducia, per chiarire le circostanze che hanno portato all’utilizzo dell’arma.
Gli investigatori dovranno ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e stabilire se l’intervento dell’agente sia stato proporzionato alla situazione e alle condizioni di pericolo presenti in quel momento.
Pronto soccorso chiuso dopo la sparatoria
L’episodio ha determinato la chiusura immediata dell’intera area del pronto soccorso dell’ospedale di Prato.
Per consentire le verifiche e mettere in sicurezza la zona, i pazienti sono stati temporaneamente indirizzati verso altre strutture ospedaliere nelle province di Firenze e Pistoia.
L’inchiesta dovrà ora fare piena luce sia sul comportamento del giovane durante il tentativo di fuga sia sulla decisione dell’agente di utilizzare l’arma da fuoco.