Per 26 anni Carla, nome di fantasia, avrebbe vissuto una relazione segnata da violenze e maltrattamenti. A 43 anni ha trovato il coraggio di interrompere il matrimonio e allontanarsi dall’uomo che, secondo quanto denunciato, aveva anche tentato di ucciderla.
La separazione, però, non avrebbe messo fine alle persecuzioni. L’ex marito avrebbe continuato a controllarla, minacciarla e pedinarla, arrivando secondo le accuse a nascondere un dispositivo Gps nella bambola della figlia.
Il dispositivo nascosto nella bambola
La donna, residente in un Comune del Cassinate, aveva chiesto la separazione dopo anni di maltrattamenti, raccontando di aver sopportato a lungo la situazione anche per proteggere i suoi quattro figli.
All’uomo era stato consentito di incontrare la figlia soltanto nell’ambito di incontri protetti. Proprio durante uno di questi incontri avrebbe regalato alla bambina la bambola nella quale, secondo gli accertamenti, era stato nascosto il sistema di localizzazione.
Il dispositivo è stato scoperto casualmente. La bambina, infastidita da un rumore proveniente dalla bambola, ha chiesto alla madre di spegnerla. Nel tentativo di togliere le batterie, Carla avrebbe trovato, accanto ad esse, un piccolo dispositivo nero.
Secondo quanto accertato dai carabinieri, si trattava di un Gps utilizzato per conoscere la posizione della donna.
Le minacce non si sarebbero fermate
La vicenda avrebbe avuto ulteriori sviluppi nonostante le misure già adottate. Alla donna era stato assegnato un meccanismo anti-stalking collegato alla caserma, mentre per l’uomo era scattato il Codice Rosso.
La 43enne ha raccontato anche di essere stata nuovamente avvicinata dall’ex marito mentre usciva dal lavoro. L’uomo l’avrebbe raggiunta in auto, affiancandola e minacciandola nonostante il divieto di avvicinamento.
Dopo l’intervento dei carabinieri, l’uomo è stato rintracciato e sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Una vicenda che riporta ancora una volta l’attenzione sulla violenza domestica e sul controllo persecutorio, che può continuare anche dopo la fine di una relazione.
«Io non mi sento affatto al sicuro», ha raccontato Carla. Parole che ricordano quanto sia importante garantire protezione e sostegno concreto alle donne che decidono di uscire da situazioni di violenza.
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