Dopo 46 anni una nuova svolta nell’inchiesta sulla strage di Ustica. Parigi ha comunicato all’Italia la propria disponibilità a trasmettere la documentazione relativa alla tragedia del DC-9 Itavia. La Procura di Roma ha depositato la nota francese e ha deciso di proseguire gli accertamenti.
Una nuova pagina si apre nella lunga e complessa vicenda della strage di Ustica, il disastro aereo del 27 giugno 1980 nel quale persero la vita tutte le 81 persone che si trovavano a bordo del DC-9 Itavia, in volo da Bologna a Palermo.
La novità arriva dalla Francia. L’ambasciata francese avrebbe inviato il 21 settembre una nota alla Farnesina nella quale viene comunicata la disponibilità a trasmettere all’Italia la documentazione in possesso delle autorità francesi relativa alla strage. Tra gli atti potrebbero esserci anche documenti del ministero della Difesa francese collegati alle precedenti rogatorie della Procura di Roma.
La documentazione, secondo quanto riferito, coprirebbe un periodo molto ampio, arrivando fino agli anni Novanta. Le autorità francesi avrebbero inoltre manifestato la disponibilità a prendere in considerazione eventuali ulteriori richieste che dovessero arrivare dall’Italia nell’ambito degli accertamenti sul caso.
Dalla Farnesina alla Procura di Roma
La nota diplomatica è stata trasmessa dalla Farnesina, attraverso la Presidenza del Consiglio, al ministero della Giustizia e successivamente alla Procura di Roma.
La disponibilità francese assume particolare rilievo perché la collaborazione internazionale e l’acquisizione di ulteriore documentazione rappresentano elementi importanti per gli accertamenti ancora aperti sulla vicenda.
La Procura di Roma aveva infatti chiesto l’archiviazione dell’indagine. La nuova disponibilità di Parigi ha però modificato il quadro, portando i magistrati a valutare la possibilità di proseguire le attività investigative.
La decisione della Procura
Nella giornata di oggi, 30 settembre, davanti al giudice per le indagini preliminari di Roma, la Procura ha depositato la nota trasmessa dalle autorità francesi e ha confermato l’intenzione di ritirare la richiesta di archiviazione, così da poter proseguire gli accertamenti.
Si tratta di un passaggio significativo, ma è importante non anticipare il contenuto e il valore delle carte che saranno eventualmente trasmesse. La disponibilità della Francia, infatti, non equivale alla certezza che nei documenti vi siano elementi decisivi per chiarire definitivamente la vicenda.
Gli atti dovranno essere acquisiti, esaminati e valutati dagli investigatori e dalla magistratura.
Una vicenda ancora da chiarire
La strage di Ustica resta una delle pagine più controverse della storia italiana contemporanea. Il DC-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno la sera del 27 giugno 1980 mentre era in volo da Bologna a Palermo. Le 81 persone presenti sull’aereo morirono.
Nel corso dei decenni sono state avanzate diverse ricostruzioni sulle cause del disastro e sul contesto nel quale avvenne la tragedia. Le indagini giudiziarie hanno affrontato anche il tema della possibile presenza di attività militari nello spazio aereo interessato.
La nuova disponibilità francese riporta dunque l’attenzione sulla necessità di acquisire e verificare ulteriore documentazione.
Il prossimo capitolo
Dopo decenni, l’inchiesta non si ferma davanti alla richiesta di archiviazione. La decisione della Procura consente infatti di mantenere aperta la strada agli ulteriori accertamenti, anche alla luce della documentazione che Parigi ha dichiarato di essere pronta a trasmettere.
Ora sarà necessario capire quali documenti arriveranno concretamente dall’Italia e quali elementi potranno emergere dal loro esame.
La vicenda di Ustica continua così a interrogare la memoria del Paese e, soprattutto, a mantenere aperta la ricerca di una ricostruzione completa di quanto accadde quella sera del 27 giugno 1980.