Un giovane di 21 anni, Zakaria Ben Haddi, è stato arrestato con l’accusa di terrorismo internazionale. Il provvedimento è stato eseguito su disposizione della Procura di Milano, che ritiene il ragazzo coinvolto in un progetto finalizzato a colpire la popolazione civile in Italia.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane, nato in Italia da genitori marocchini e residente in Brianza, sarebbe stato fermato pochi giorni prima della partenza per il Marocco, per la quale aveva già acquistato un biglietto aereo.
Le indagini e i contenuti pubblicati sui social
L’inchiesta ha preso avvio dall’attività di monitoraggio del web e dei social network. Gli investigatori avrebbero individuato numerosi contenuti pubblicati dal 21enne nei quali venivano esaltati attentati terroristici attribuiti all’Isis e diffusi messaggi di propaganda estremista.
Secondo gli inquirenti, il giovane avrebbe condiviso post che inneggiavano ad azioni terroristiche compiute contro l’Occidente e i cristiani, utilizzando inoltre espressioni riconducibili alla propaganda jihadista e all’incitamento al martirio.
I riferimenti all’episodio di Modena
Particolare attenzione è stata rivolta ad alcuni contenuti pubblicati dal ragazzo relativi al grave episodio avvenuto a Modena il 15 maggio scorso, quando un’automobile investì diverse persone nel centro cittadino.
Per la Procura, tali riferimenti, uniti ad altri elementi investigativi raccolti nel corso delle indagini, avrebbero fatto emergere il rischio concreto di un’imminente azione violenta.
Gli investigatori ritengono che il giovane stesse maturando un percorso di radicalizzazione tale da rendere necessario un intervento immediato.
Le dichiarazioni davanti al giudice
Durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, il 21enne ha respinto le accuse sostenendo che i contenuti pubblicati sui social avessero esclusivamente finalità divulgative e informative.
Per quanto riguarda i riferimenti all’episodio di Modena, avrebbe dichiarato di essere consapevole che non si trattava di un attentato terroristico, pur avendo condiviso il video dell’investimento.
Anche il viaggio programmato in Marocco sarebbe stato giustificato dal giovane come una semplice trasferta legata a motivi di studio e al sostenimento di un esame.
Attesa la decisione del gip
Nelle prossime ore il giudice dovrà pronunciarsi sulla richiesta di convalida del fermo e sulla misura cautelare avanzata dalla Procura.
L’indagine prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare eventuali ulteriori contatti, collegamenti o attività riconducibili al percorso di radicalizzazione contestato al giovane.