A distanza di esattamente due anni dalla scomparsa e a tredici dall’ultima mostra personale, U.I.R. – Unione Insigniti Ordine al Merito della Repubblica Italiana APS – Delegazione territoriale di Prato, guidata dal Cav. Pasquale Petrella, presenta “Antologica di un artista: Guglielmo Malato”, una rassegna che rende omaggio a una figura centrale della scena artistica e culturale del territorio.
La mostra nasce con il patrocinio della Provincia di Prato e con la collaborazione della Delegazione pratese dell’U.I.R.. Guglielmo Malato, nato a Pesaro nel 1932 e scomparso a Prato l’11 febbraio 2024, ricevette nel 1979 l’onorificenza di Cavaliere Ufficiale per il suo impegno nell’ambito della scuola e dell’arte, conferitagli dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
L’esposizione si terrà presso la Sala Biagi, in via Bettino Ricasoli 25, dal 10 al 15 febbraio. Il vernissage è in programma mercoledì 11 febbraio alle ore 18.30; nella stessa occasione, nel secondo anniversario della scomparsa, si svolgerà il ricordo ufficiale dell’artista.
In mostra sculture, dipinti, ceramiche e disegni realizzati da Guglielmo Malato dal 1948 fino a pochi anni prima della sua scomparsa. Un percorso antologico che attraversa decenni di ricerca e sperimentazione.
«Si tratta di una riscoperta di molte opere custodite nel suo ultimo laboratorio a Narnali: era un peccato che rimanessero lì, nascoste e abbandonate. Insieme a Bruna Nocenti, vedova di Guglielmo e per molti anni gallerista, abbiamo deciso di ricordarlo proprio nel secondo anniversario della sua scomparsa. Ringraziamo il Presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai, per aver concesso il patrocinio e la Sala Biagi che, guarda caso, è stata anche la sede dell’ultima personale di Guglielmo Malato nel 2013» dichiara Pasquale Petrella, Delegato territoriale U.I.R. di Prato.
La mostra rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire l’opera e l’eredità artistica di Guglielmo Malato, testimone appassionato di un lungo percorso creativo e umano.
Guglielmo Malato nato a Pesaro, si è diplomato all’istituto d’arte Marangoni e fra il 1950 e 1951 ha collaborato con la Manifattura di Ceramica Artistica Molaroni. L’architetto Giò Ponti lo invitò ad esporre nel Salone d’Onore della IX Triennale di Milano ben 35 pezzi inediti di ceramica, insieme ai maestri Agenore Fabbri, Lucio Fontana, Guido Gambone, Aligi Sassu e numerosi altri. Successivamente venne chiamato a partecipare alla Mostra Internazionale di Faenza e in altre manifestazioni di alto prestigio. Nel febbraio del 1952, non ancora ventenne, si trasferì a Lucca come insegnante di “decorazione ceramica” presso l’Istituto d’Arte Passaglia, istituto in cui rivestirà per molti anni anche la carica di preside. Ma nei primi anni, oltre ad insegnare, si iscrisse anche all’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del maestro Ottone Rosai.
Iniziò così un’intensa attività pittorica e didattica. Sue opere si trovano nel Museo Internazionale della Ceramica a Faenza, nel Museo Internazionale dell’Artigianato a Firenze, nel Museo Nazionale della Ceramica a Pesaro, nella Galleria d’Arte Moderna a Lucca e in collezioni private in Italia e all’estero.
A Viareggio è visibile una sua ceramica sulla facciata dell’ex cinema Cristallo, oggi sala Bingo. A Prato sono presenti una sua ceramica all’ingresso della scuola elementare Puddu a Maliseti e la statua di una madonna in via Sieve, oltre a sculture in cartapesta al Collegio Cicognini e all’Istituto Datini. Mentre ad Altopascio, nell’atrio d’ingresso della ditta Fapim sono presenti 5 sculture in bronzo dal titolo “La Famiglia”.
Ha esposto lavori alla Mostra Nazionale della Ceramica di Messina e alla Mostra dell’Artigianato di Firenze inoltre, ha tenuto una personale alla Galleria La Torre di Firenze. Ha partecipato a concorsi nazionali di ceramica ma l’arte divenne sempre più secondaria rispetto all’impegno di insegnante. Una scelta dovuta a pressioni familiari: rimpiangerà sempre di non essersi ribellato per dedicarsi invece all’arte insieme agli amici Giuliano Vangi, Gio’ e Arnaldo Pomodoro che andarono a Milano mentre lui si trasferiva a Lucca. Nel 1997 ha sposato la gallerista d’arte pratese Bruna Nocenti e si è trasferito a Prato. Un matrimonio che lo ha riavvicinato al mondo dell’arte che aveva quasi del tutto abbandonato visto che la sua ultima mostra era datata 1977 (Galleria Il PIsanello a Pisa). La nuova vena artistica lo porta ad una ricca produzione di opere e personali fra Prato, Pietrasanta, Barga, Altopascio, Torre del Lago e finendo per partecipare anche alla Biennale di Venezia quando l’allora direttore artistico Vittorio Sgarbi gli selezionò alcune opere per la Biennale diffusa che ebbe una esposizione a Firenze. Interessante poi l’omaggio a Gabriele D’Annunzio nel Parco della Versiliana con “Le Pleiadi” nel 140° anniversario della nascita del poeta.