“Verrà valutata oggi la compatibilità e la trapiantabilità, se il gruppo sanguigno sarà compatibile. Oggi si valuterà con il team la trapiantabilità. Così mi ha detto la direzione”. Sono le parole dell’avvocato di famiglia Francesco Petruzzi alla trasmissione televisiva “È sempre Cartabianca”, dopo ore di attesa per sapere se il cuore nuovo che si era reso disponibile nella serata di ieri sarebbe stato destinato al bimbo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli.
Il precedente trapianto, a cui era stato sottoposto il piccolo, non era andato a buon fine perché l’organo trapiantato era arrivato gravemente danneggiato, bruciato dal chiaccio secco. Secondo quanto riferito dall’avvocato, l’espianto del cuore non è ancora stato effettuato. La mamma del bambino ha lasciato l’ospedale senza parlare con i giornalisti.
Arrivati gli ispettori del ministero
Sono arrivati al Monaldi di Napoli gli ispettori del ministero della Salute per acquisire tutti i documenti relativi alla cartella clinica del piccolo paziente. Dopo l’acquisizione della documentazione a Napoli, si trasferiranno all’ospedale di Bolzano per acquisire altro materiale documentario. E’ atteso invece l’arrivo del team di esperti che dovrà valutare la compatibilità del cuore nuovo, disponibile da ieri sera, da impiantare nel bambino.
Al momento sono iscritti nel registro degli indagati sei persone, tra chirurghi, medici e paramedici della struttura ospedaliera partenopea che hanno preso parte all’espianto dal donatore, al confezionamento dell’organo, al trasporto e al successivo trapianto avvenuto al Monaldi di Napoli.
La premier Giorgia Meloni ha telefonato ieri mattina alla madre del bambino, Patrizia Mercolino, di due anni ricoverato in condizioni gravissime dopo aver ricevuto l’impianto di un cuore danneggiato, bruciato.
“Avrete giustizia“, ha detto la Meloni secondo quanto reso noto dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi. La signora Patrizia ha ringraziato la premier, ribadendo che in questo momento la sua priorità “è avere un cuore nuovo per mio figlio, e vederlo tornare a casa guarito”.