Un disastro ferroviario colposo. È questa l’accusa che pende sul conducente del tram 9, iscritto nel registro degli indagati dopo il terribile incidente avvenuto lo scorso 27 febbraio a Milano.
Il convoglio, un trumlink di ultima generazione, stava percorrendo viale Vittorio Veneto ed era deragliato dopo aver preso a forte velocità una curva verso via Lazzaretto, nel centro del capoluogo lombardo. L’incidente ha provocato due vittime e una cinquantina di feriti. L’ipotesi di reato è contenuta nella relazione investigativa che è stata inviata dalla polizia locale alla procura della Repubblica di Milano. Anche la polizia locale sta collaborando con la magistratura per ricostruire la dinamica esatta del deragliamento del tram 9.
L’uomo, un sessantenne con trentacinque anni di servizio alle spalle, ha raccontato di aver sentito un forte dolore alla gamba e poi aver avuto un mancamento: “Era diventato tutto nero e ho perso il controllo”, le sue parole poco prima di lasciare l’ospedale Niguarda, dove è stato portato insieme agli altri feriti.