Milano, Alex lascia il Niguarda dopo tre anni: il 27enne tetraplegico accolto dalla comunità Kayros
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Dopo tre anni trascorsi all’interno dell’ospedale Niguarda di Milano, non per necessità cliniche ma per l’assenza di una struttura in grado di accoglierlo, Alex, 27 anni, originario del Gambia e tetraplegico, è finalmente pronto a iniziare un nuovo capitolo della sua vita.

La sua storia è quella di una lunga attesa, fatta di ostacoli burocratici, carenza di posti disponibili e difficoltà nell’individuare una sistemazione adeguata alle sue condizioni. Ricoverato nel 2023 per la cura di alcune piaghe da decubito, il giovane non ha più potuto lasciare l’ospedale perché nessuna struttura risultava disponibile o compatibile con le sue esigenze assistenziali.

Un caso che, secondo i medici, rappresenta una delle situazioni più emblematiche dei cosiddetti “pazienti in-dimissibili”, persone che potrebbero lasciare l’ospedale ma che non trovano soluzioni alternative sul territorio.

Alex era arrivato in Italia dopo un lungo e difficile viaggio dal Gambia, attraversando l’Africa, la Libia e il Mediterraneo. Nel 2020 la sua vita è cambiata drasticamente in seguito a una violenta aggressione avvenuta a Milano, che lo ha lasciato tetraplegico.

Nonostante le enormi difficoltà, il giovane non ha mai smesso di lottare. Grazie alle cure, agli interventi chirurgici e alla riabilitazione, è riuscito a recuperare l’uso delle braccia, conquistando una significativa autonomia. Nel frattempo ha continuato a studiare, conseguendo la licenza media e iscrivendosi a un corso serale di grafica.

La svolta è arrivata grazie a un messaggio inviato sui social a Don Claudio Burgio, che ha deciso di incontrarlo e di offrirgli una nuova opportunità. Tra poche settimane Alex sarà accolto dalla comunità Kayros, dove potrà finalmente riprendere un percorso di vita al di fuori delle mura ospedaliere.

L’obiettivo sarà quello di favorire il suo reinserimento sociale dopo anni trascorsi in una condizione di isolamento forzato. Una nuova possibilità che Alex affronta con determinazione e speranza.

“Dopo tutto quello che ho passato non posso fallire. Sono qui per costruire il mio futuro”, ha dichiarato il giovane, guardando avanti con fiducia.