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È partita la raccolta firme promossa dal centrodestra per chiedere la grazia per Mario Roggero, il gioielliere di Gallo di Grinzane (Cuneo) condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo una rapina avvenuta il 28 aprile 2021.

La decisione della Suprema Corte ha confermato la condanna già stabilita nei precedenti gradi di giudizio, respingendo il ricorso presentato dalla difesa dell’imputato. Secondo i giudici, infatti, non sarebbe stata configurabile la legittima difesa, neppure nella forma putativa, poiché l’azione aggressiva dei rapinatori era già terminata quando Roggero li aveva inseguiti nel parcheggio e aveva esploso diversi colpi di pistola contro la loro automobile.

La richiesta di grazia del centrodestra

Dopo la sentenza definitiva, i gruppi parlamentari del centrodestra hanno avviato una raccolta firme per chiedere al Ministero della Giustizia l’avvio della procedura per la concessione della grazia.

In una nota congiunta, i capigruppo di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Civici d’Italia, Udc e Maie-Centro Popolare hanno spiegato che, pur nel rispetto degli aspetti giuridici della vicenda, ritengono che la situazione personale del gioielliere debba essere valutata anche alla luce della sua età e della sua storia.

Secondo il centrodestra, una pena detentiva così lunga potrebbe rappresentare una conseguenza particolarmente pesante per un uomo di 72 anni.

Nordio avvia l’istruttoria

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha successivamente avviato l’istruttoria per valutare la possibile concessione della grazia. La decisione finale spetterà comunque al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che potrà eventualmente concedere il provvedimento.

Nel frattempo, Roggero non si sarebbe ancora costituito, in attesa della richiesta ufficiale di esecuzione della pena.

Salvini: “Quella non è giustizia”

Tra i primi a intervenire sulla vicenda è stato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che ha espresso la propria contrarietà alla condanna definitiva.

“Conto che la giustizia sia giustizia con la G maiuscola”, ha dichiarato Salvini, sostenendo che Roggero abbia agito dopo aver subito una rapina e aver cercato di difendere sé stesso e la propria famiglia.

Secondo il leader della Lega, un uomo che ha lavorato per tutta la vita non dovrebbe trascorrere anni in carcere dopo una vicenda legata alla difesa della propria attività.

Crosetto e Tajani: “Deve tornare a casa”

Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato la decisione della Cassazione, affermando che, pur riconoscendo l’applicazione della legge, ritiene la situazione umanamente difficile da accettare.

Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annunciato il proprio sostegno alla richiesta di grazia, definendo Roggero “un uomo che ha sbagliato, ma che è stato vittima di tante aggressioni”.

Secondo Tajani, la concessione della grazia rappresenterebbe un gesto di perdono da parte della società, pur lasciando al Capo dello Stato ogni valutazione finale.

La difesa: “Roggero è provato ma resiliente”

Il fratello di Mario Roggero, Dante, ha raccontato che il gioielliere è profondamente provato dalla vicenda, ma mantiene un atteggiamento di forza e determinazione.

“Tanti si sono mossi per la richiesta di grazia e di questo lui è estremamente riconoscente”, ha dichiarato.

La vicenda continua dunque a dividere l’opinione pubblica tra chi ritiene corretta la decisione della magistratura e chi invece considera necessario un intervento di clemenza, aprendo nuovamente il dibattito sul confine tra legittima difesa, sicurezza dei cittadini e tutela delle vittime di reati.

 

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