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La Camera dei deputati ha bocciato, con voto segreto, l’emendamento alla legge elettorale presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc che introduceva la possibilità per gli elettori di esprimere fino a tre preferenze all’interno della stessa lista, mantenendo però il meccanismo del capolista bloccato.

La proposta, identificata con il numero 1.1077, è stata respinta con uno scarto minimo: 188 voti contrari e 187 favorevoli. Un solo voto ha quindi determinato la bocciatura della modifica sostenuta dalla maggioranza.

Meloni: “Ha vinto di nuovo la palude”

Dopo il risultato del voto, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la decisione attraverso i social, definendola un’occasione persa per i cittadini.

“Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude”, ha scritto Meloni, sottolineando come l’emendamento fosse stato respinto “per un solo voto”. Secondo la premier, la modifica avrebbe rappresentato un passo avanti nella possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti.

Nel suo messaggio Meloni ha criticato anche la reazione delle opposizioni: “La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto”.

Schlein: “Un voto contro l’arroganza del governo”

Di segno opposto il commento della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che in Aula ha definito il voto una sconfitta politica per la maggioranza.

“È un voto contro l’arroganza di una leader donna che, per difendere il suo potere, era pronta a schiacciare quello delle altre donne”, ha dichiarato Schlein, riferendosi alla presidente del Consiglio.

La segretaria dem ha poi attaccato l’operato del governo, sostenendo che il risultato dimostri un fallimento politico: “Diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo Paese in grado di risolvere i problemi di milioni di italiani”.

Il confronto sulla riforma elettorale

L’emendamento rappresentava uno dei punti più discussi del percorso di modifica della legge elettorale. La proposta mirava a introdurre un maggiore coinvolgimento degli elettori attraverso il sistema delle preferenze, lasciando però invariata la presenza dei capilista bloccati.

Il voto segreto ha reso possibile una divisione trasversale rispetto agli schieramenti, determinando una differenza minima tra favorevoli e contrari. La bocciatura apre ora nuovi interrogativi sul futuro della riforma e sugli equilibri politici all’interno del Parlamento.