L’aeroporto di Malpensa resta intitolato a “Silvio Berlusconi”: “Non decidono i Comuni”, da decisione del Tar
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L’Aeroporto di Milano-Malpensa Silvio Berlusconi, il nome di uno dei principali scali italiani è stato confermato dal Tribunale amministrativo regionale lombardo. Respinti i ricorsi del Comune di Milano e di alcuni Comuni del Varesotto, che si erano schierati contro la decisione di intitolare – a poco più di un anno dalla sua morte – la struttura al quattro volte premier italiano, capo di partito, imprenditore e presidente del Milan e del calcio Monza.

Secondo il Tar, i Comuni non hanno alcun diritto a opporsi a una decisione che “rientra nella sfera di competenza statale e ha natura prevalentemente simbolica“.

Secondo i giudici, l’intitolazione di un aeroporto non può essere assimilata alla toponomastica tradizionale, quella delle strade o delle piazze in cui i Comuni esercitano poteri diretti.

Gli aeroporti sono infatti edifici appartenenti al demanio statale e funzionali a interessi di rilievo nazionale e internazionale, come il trasporto di persone e merci.

Gli enti locali “non sono titolari di una posizione giuridica qualificata tale da giustificare il ricorso”. Non solo. L’intitolazione viene definita “atto dal valore essenzialmente onorifico, privo di effetti lesivi immediati per i territori coinvolti”.

E i giudici hanno rifiutato anche l’argomento per cui il cambio di nome sarebbe stato un “atto politico”, definendo al contrario “atto amministrativo non illegittimo“.

Sulla vicenda è intervenuta anche Marina Berlusconi: “Rimesse le cose al loro posto, è stato l’ennesimo attacco giudiziario” – Con una nota, la presidente di Fininvest e di Mondadori Editore Marina Berlusconi ha espresso la soddisfazione per la decisione del Tar, che – nelle sue parole – “finalmente, rimette le cose al loro posto. I ricorsi contro l’intitolazione di Malpensa a mio padre, intrisi della solita ideologia trita e ritrita, sono stati l’ennesimo attacco giudiziario nei suoi confronti. Intitolare Malpensa a Silvio Berlusconi è il giusto riconoscimento a un uomo che è sempre stato capace di guardare oltre l’orizzonte: oggi il suo nome continua a sovrastare le piccole miserie di coloro che non riescono a perdonargli la sua grandezza. Del resto, un aeroporto serve a volare e non può restare ostaggio di chi vorrebbe tenere l’Italia ancorata a terra, prigioniera di vecchi rancori”.