Guerra Israele-Iran, gli USA hanno attaccato i siti nucleari iraniani
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Nella notte i bombardieri B2 degli Usa hanno colpito tre siti nucleari iraniani. L’annuncio è stato dato direttamente dal presidente USA Donald Trump: “Se la pace non arriverà rapidamente, attaccheremo gli altri obiettivi con precisione, velocità e abilità”.

“Abbiamo completato con successo il nostro attacco a tre siti nucleari in Iran, inclusi Fordow, Tanaz ed Esfahan”. Poi Trump ha  ringraziato ” i “grandi guerrieri americani” e ha detto che “‘ora è il momento per la pace. Questo è un momento storico per gli Stati Uniti d’America, Israele e il mondo”. Alle 4 del mattino, sempre ora italiana, Trump ha parlato alla Casa Bianca: “Se la pace non arriverà rapidamente, attaccheremo gli altri obiettivi con precisione, velocità e abilità”. Israele è stata avvisata del raid prima dell’attacco e il premier Netanyahu ha ringraziato per il sostegno ricevuto dal presidente americano.

“Adesso è iniziata la guerra”, hanno scritto invece i Guardiani della Rivoluzione iraniani su X. Teheran ha risposto all’attacco con una raffica di missili iraniani su Israele, colpite Gerusalemme, Haifa e Tel Aviv. Decine sono i feriti.

Citando “alti comandanti militari”, il 14 giugno scorso l’agenzia di stampa iraniana Fars ha scritto che “la guerra si estenderà nei prossimi giorni e includerà anche basi statunitensi nella regione” e che “gli aggressori saranno l’obiettivo di una risposta iraniana decisa e su vasta scala”. Poi Teheran ha avvertito anche Regno Unito e Francia: attaccherà le loro basi militari in Medio Oriente “se contribuiranno a sventare i suoi attacchi contro Israele”.   Gli Usa da soli possono contare su oltre 50mila militari nella regione mediorientale.

Molti di questi si trovano negli otto centri permanenti che si trovano sparsi tra Egitto, Kuwait, Bahrain, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Qatar. In tutto, i siti militari sono sotto controllo americano, considerando anche quelli non permanenti, al momento che sono 19.

E ora la minaccia ritorna nel concreto, più forte che mai.

Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha invitato l’Iran a “tornare al tavolo dei negoziati” sulle sue ambizioni nucleari dopo gli attacchi statunitensi contro i siti nucleari iraniani.

“Non si potrà mai permettere all’Iran di sviluppare un’arma nucleare e gli Stati Uniti hanno preso provvedimenti per attenuare questa minaccia”, ha dichiarato Starmer su X, aggiungendo che “la stabilità nella regione è una priorità”.

“Invitiamo l’Iran a tornare al tavolo dei negoziati e a raggiungere una soluzione diplomatica per porre fine a questa crisi”.

“Ci auguriamo che dopo questo attacco che ha portato un danno enorme alla produzione dell’arma nucleare, che rappresentava un pericolo per tutta l’area, ora si possa arrivare veramente a una de-escalation, l’Iran si sieda a un tavolo di trattative”. A dichiararlo, intervenendo all’edizione straordinaria del Tg1, è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Detto questo – ha aggiunto – la nostra priorità in questo momento è la sicurezza degli italiani, dei nostri connazionali. Si sta facendo tutto il possibile per far partire gli italiani che lo vogliono il prima possibile: oggi da Sharm el Sheik partirà volo con i connazionali che arrivano da Gerusalemme e Tel Aviv”.

“Domani – ha continuato Tajani – ci sarà una riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue a Bruxelles, e un incontro con il responsabile dell’Aiea, Grossi che sentirò anche in giornata per capire le conseguenze che possono esserci da punto di vista della sicurezza. Mi pare che per il momento non ci siano grandi rischi per l’esterno”, ha sottolineato Tajani spiegando poi che “abbiamo fatto rientrare alcuni militari italiani che stavano a Baghgag per il rischio di ritorsioni contro una base dove c’erano anche americani. Sono rientrati ieri via Kuwait”.